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| Benedictus PP. XIV Libentissime quidem IntraText CT - Lettura del testo |
1. L’Arcivescovo di Compostella, primo inquisitore nei Regni di Spagna, recentemente defunto, Ci inviò una lunga lettera in cui enumerava parecchie difficoltà che contrastavano con le Nostre Lettere Apostoliche, circa il modo di tradurle in pratica, per la ragione che non pochi Teologi pervennero a diverse opinioni e sentenze nel risolvere alcune questioni, cui le Nostre Lettere Apostoliche offrivano motivo e occasione; perciò su di esse chiedeva il Nostro giudizio. Invero la lettera dell’Arcivescovo sorprese Noi, già sopraffatti da circostanze assai gravi e difficili. Tuttavia, mentre passavamo in rassegna le questioni esposte nella lettera, parve a Noi che non fosse opportuna la richiesta di dare risposta ad esse, come se, una volta risolte, non restasse alcun ostacolo o impedimento, alle nostre Lettere Apostoliche, ma che piuttosto esse non risultassero propizie al fine desiderato dai cavillosi obiettori. Per di più la lettera dell’Arcivescovo ridondava di molte espressioni e argomentazioni oscure; perciò, sebbene molti Ci esortassero a non dare risposta alcuna all’Arcivescovo, Noi gli demmo ugualmente soddisfazione, discutendo le affermazioni più significative della sua lettera e riducendo a sintesi tutte le questioni. In primo luogo dichiarammo che si doveva imputare alle Nostre occupazioni, se eravamo costretti a dargli una tardiva risposta; lodammo il suo zelo e anche approvammo vivamente che, incerto e dubbioso, si fosse rivolto a questa Santa Sede per chiedere consiglio. Di poi non tralasciammo di rispondere alle questioni proposte, tuttavia richiamandolo all’insegnamento dei Sommi Pontefici cui spetta di redigere le Leggi, di decidere in materia di disciplina e di non tenere in alcun conto coloro che oppongono motivi di dubbio tali da turbare e sovvertire le istituzioni.