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Benedictus PP. XIV
Libentissime quidem

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Capitolo XIV

1. Non ignorate che da Innocenzo III, Predecessore Nostro (cap. Consilium de observatione ieiuniorum) fra le giuste cause di dispensa dall’astinenza delle carni in tempo di digiuno, è stata compresa una vera e manifesta malattia: "A proposito di coloro che si ammalano durante la Quaresima, o in altri ricorrenti digiuni, e chiedono che sia loro accordato il consumo della carne, rispondiamo che siccome la necessità non soggiace alla legge, puoi e devi accedere al desiderio degli infermi quando lo esige la necessità, in modo di evitare ad essi un maggiore pericolo". Nello stesso modo deliberarono, molto tempo prima di Innocenzo III, i Padri dell’ottavo Concilio Toletano che fu celebrato nell’anno 653: "Chiunque per inevitabile necessità e per spossatezza dovuta a evidente gracilità, oppure anche per incapacità dovuta alla vecchiaia, nei giorni di Quaresima osò provare a mangiar carni, non solo sarà colpevole verso la domenica di Resurrezione, ma anche escluso dalla Santa Comunione di quel giorno... Coloro poi che o l’età incurva o la gracilità estenua o la necessità coarta, non osino violare le proibizioni, prima di aver ottenuto licenza da un Sacerdote"3.




3. Conc. Toletano, can. 9.




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