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Benedictus PP. XIV
Libentissime quidem

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Capitolo X

1. Stando così le cose, Ci sembra di avere abbastanza adempiuto al Nostro dovere, in modo che coloro ai quali è consentito mangiar carni, quando è prescritto ai fedeli il digiuno in tempo di Quaresima o fuori di Quaresima, non escano dai limiti di un solo pasto, né consentano di procurarsi carni e insieme pesci a tavola e neppure escogitino sofismi per offuscare di tenebre la Legge. Ancora restano poche questioni che reclamano il Nostro intervento. Già da molti anni avvertimmo che non solo molte persone in ogni città italiana sono state dispensate dall’astinenza quaresimale per decisione vostra, ma che per di più ci si chiede con insistenza di liberare dall’astinenza tutta la Cittadinanza e tutta la Diocesi. Perciò avvenne che in talune Comunità e Diocesi, tutti i fedeli, già da molti anni e senza distinzione alcuna, consumino carni durante la Quaresima. Ciò reca a Noi la più grande preoccupazione, tanto più che abbiamo appreso da attendibili testimoni che in certe regioni del settentrione è liberamente consentito il consumo di latte e uova per tutto il periodo Quaresimale, poiché per parecchi anni fu richiesta tale facoltà e la si ottenne dalla Sede Apostolica; e perciò quei popoli si convinsero che non occorreva rivolgersi nuovamente al Pontefice per ottenere un tale permesso, ma che potevano bastare le precedenti concessioni ottenute anno per anno, in modo che fosse confermato l’uso del latte e delle uova per la Quaresima. Inoltre pensiamo che debbano essere tenute nella massima considerazione quelle parole del Concilio Tridentino: "Come per utilità pubblica giova talvolta attenuare il vincolo della legge, in modo che sia più pienamente appagato il bene comune al sopraggiungere di condizioni di necessità; così troppo spesso violare la legge, e piuttosto con l’esempio che per precisa scelta di persone e di cose essere indulgenti verso i postulanti, equivale ad aprire a ciascuno un varco alla trasgressione delle leggi"1.




1.De Reformatione, sess. 25, cap. 18.




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