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| Benedictus PP. XIV Libentissime quidem IntraText CT - Lettura del testo |
1. Inoltre si deve considerare del tutto vana quella trovata per cui si dovrebbero dispensare dall’astinenza quaresimale le Cittadinanze o le Diocesi ove si accampino eserciti, in quanto i soldati di stanza in quei luoghi per nulla rispettano le norme dell’astinenza. Tale circostanza dovrebbe spronare gli animi dei cittadini a praticare il digiuno con devozione e secondo il rito appunto perché i soldati, colpiti da tanta virtù di temperanza, seguano il loro esempio. Si può addurre un solo argomento, a favore della giusta causa: le soldatesche recano alla cittadinanza una tale penuria di ortaggi e di olio, sebbene non rispettino il digiuno quaresimale, che i prezzi di quei prodotti subiscono un forte aumento. E allora bisogna applicare quelle regole che poco innanzi abbiamo indicato: si mettano a confronto pesci e uova con il prezzo più elevato. Pertanto le malattie eccezionali, per quanto frequenti, non siano addotte come motivo di remissione dell’astinenza, salvo che le stesse comuni malattie non siano estese a tutti i cittadini per qualche inquinamento atmosferico; e infine non si devono neppure stimare i prezzi degli ortaggi, dell’olio, dei pesci e delle uova di un’importanza tale per cui tutta la Cittadinanza o la Diocesi pretendano di essere esonerati dal digiuno canonico quaresimale e dalla temperanza. Se poi Ci richiederete fondati e legittimi motivi per ottenere tale facoltà, ne esamineremo soprattutto due, di cui il primo deriva dal diritto canonico, l’altro invece è stato desunto dalla stessa esperienza, maestra di verità.