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| Benedictus PP. XIV Quemadmodum nihil IntraText CT - Lettura del testo |
1. Come per gli uomini avulsi dal consorzio familiare e dalla consuetudine con Dio, ed incapaci di riceverne i divini fulgori, nulla è più opportuno, salutare e necessario della preghiera per procurarsi l’eterna salvezza ed unirsi a Dio; poiché la preghiera è come un salire ed elevarsi dell’anima dalle cose terrestri alle celesti, una ricerca dei beni superni, il desiderio delle cose invisibili, l’unione con lo Spirito Santo e colloquio con Dio, così – affinché la terra tutta non diventi desolata per il fatto che nessuno medita nel proprio cuore – tutti i cristiani e i singoli, ovunque e sempre, devono essere ammoniti con salutari precetti: si deve sempre pregare e non stancarsi mai, affinché in ogni nostra orazione e supplica fatta con rendimento di grazie le nostre richieste siano presentate a Dio. Egli, che è ricco verso tutti coloro che lo invocano, non rimuove da sé le nostre preghiere, né rimuove da noi la sua misericordia.