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| Benedictus PP. XIV Accepimus praestantium IntraText CT - Lettura del testo |
1. Gli scrittori che hanno spiegato i sacri riti intraprendono alcune discussioni: anzitutto se sia sufficiente porre la nuda Croce sull’Altare, o se sia opportuno nello stesso momento aggiungere l’immagine del Crocifisso. In verità le Rubriche del Messale citano la sola Croce. Tuttavia, dal momento che il Cerimoniale dei Vescovi ricorda nello stesso momento la Croce e il Crocifisso, e dal momento che ciò è conforme ad una comune consuetudine della Chiesa, nessun sapiente dubiterà perciò che questo parere debba essere apprezzato. Così la pensano il Gavantus e Claude La Croix, il quale nella sua opera Sulla Messa ammette che in forza del tradizionale comune uso, senza l’immagine del Crocifisso appesa alla Croce, il rito sacro non può avvenire, se non lo abbia impedito una necessità, come, all’inizio della storia della Chiesa, quando i fedeli temevano di incitare grandemente i gentili all’ira se avessero esposto Cristo Crocifisso da adorare pubblicamente.6. Tuttavia esponevano apertamente la Croce ornata in moltissimi modi e apponevano alla Croce, inciso o dipinto, l’Agnello, la cui immagine sempre è stata associata all’amatissimo Salvatore, affinché almeno in quel modo mostrassero l’immagine del Crocifisso; ciò tuttora si osserva in alcune Chiese di questa Città ed è dimostrato anche dalla testimonianza di Magrio nel suo Ierolessico, sotto la voce Crux.