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| Benedictus PP. XIV Inter caetera IntraText CT - Lettura del testo |
1. Abbiamo ritrovato in questa Nostra città di Roma, instaurato dai Nostri degni Predecessori, un sistema che nonostante il breve tempo prefisso al Carnevale, non si facciano in verun modo le maschere nei giorni di Festa e nel giorno di Venerdì. Lo stesso vogliamo che si pratichi nel rimanente del Nostro Stato. Né lasceremo di far palese questa Nostra determinazione ai Cardinali Legati delle Province e ai Prelati e Governatori locali. Sarebbe pure nostro desiderio che nei giorni di Festa non vi fossero nelle piazze Ciarlatani e Saltimbanchi; avendo sempre avanti gli occhi le parole del Profeta Isaia al capitolo I: "La mia anima odia le vostre Calende e le vostre solennità; mi sono diventate moleste; a fatica le ho sopportate"8. e le altre del Profeta Malachia, al cap. 2: "Spargerò sul vostro volto lo sterco delle vostre solennità".9. Ma perché non si può sempre ottenere in un subito dagli uomini quello che si vorrebbe, e che sarebbe giusto che si ottenesse, notifichiamo non volersi da Noi nei giorni di Festa, Ciarlatani o Saltimbanchi nelle piazze, né in altri luoghi delle Città e Castelli, né nella mattina, né nel dopopranzo. Ché se in qualche Città o luogo ritrovasi qualche cattivo abuso da tollerarsi anche nelle Feste, ciò mai si permetta la mattina; si procuri ancora che non vi siano nel dopopranzo; e non potendosi ciò ottenere senza grave disturbo, non si permetta però mai, che i predetti, o simili divertimenti si facciano, se non dopo l’ora del Vespro e della Dottrina Cristiana, sopra di che non lasceremo di dare gli ordini opportuni ai Cardinali Legati ed ai Governatori.