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| Benedictus PP. XIV Inter caetera IntraText CT - Lettura del testo |
1. Schiantata questa prava usanza, se n’è purtroppo introdotta un’altra, che è quella di certe pubbliche rilassazioni nelle settimane per lo più di Settuagesima, Sessagesima e Quinquagesima, nelle quali la Santa Chiesa ci rappresenta i principali Misteri della nostra Redenzione, per ben disporci alla penitenza nel tempo di Quaresima, come pure da Noi fu dimostrato nella Nostra Notificazione decimaquarta al tomo I fra quelle che pubblicammo, quando eravamo in Bologna governando quella Chiesa; e questo per l’appunto è il Carnevale, che così viene descritto da un rinomato Vescovo, Monsignor Graziani, nel suo Sinodo di Amelia, tenuto l’anno 1595, alla pagina 150: "Di qui derivò (tanto ci corruppe la mala consuetudine) che i giorni che intercorrono tra Settuagesima e Quaresima, che la Santa Madre Chiesa considera con grande venerazione, come lugubri e funesti, da un’invadente ilarità improntata a lascivia, dall’amore dell’allegria, non solo sono stati volti in gaio e scomposto godimento, ma quasi sono stati consacrati a una specie di pazzia collettiva, e la sfrenatezza fu portata al punto da trascinare le leggi stesse, i Magistrati stessi, e ciò che nessun Governo ben costumato non concedeva neppure a nessun privato, si appoggia ora interamente alla pubblica autorità, e i popoli, quasi dimentichi del nome pel quale sono lodati, hanno degenerato fino ai riti e ai costumi delle genti profane"; per lo che il celebre Ghislain Busbecq, che fu ambasciatore verso la metà del secolo decimosesto dell’Imperatore Ferdinando I a Solimano II, lasciò scritto, che essendo stato un Ambasciatore Turco in un Paese Cristiano in tempo del Carnevale, ritornato in Turchia riferì che in un certo tempo dell’anno, che è quello del Carnevale, i Cristiani impazzivano, ed in virtù di una certa polvere, che si metteva sopra la loro testa, ritornavano in sé: "È stato dato come cosa certa che un Turco, che in quel tempo era venuto da noi come Ambasciatore per affari di Stato, tornato a casa riferì che i Cristiani in certi giorni erano pazzi furiosi, finché, cosparsi nel Tempio di una speciale qualità di polvere, tornavano in sé e guarivano".