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1.
È stato causa di grande meraviglia e di non
minore dolore il fatto che dalla relazione di uomini degni di fede e da sicura
comunicazione di uomini seri abbiamo imparato che in codesto Regno di Polonia
ha preso forza una certa falsa, diffusa opinione: cioè che da questa Sede
Apostolica (che Noi dirigiamo per divina volontà, pur senza Nostro merito)
furono concesse e spedite, e tuttora si concedono e si sogliono spedire, certe
dispense matrimoniali in cui sono tolti gli impedimenti canonici che si
oppongono a contrarre matrimonio validamente, anche se uno dei contraenti, o
ambedue, professano apertamente una setta eretica. E poiché questo è stato
pensato e diffuso per offesa e intollerabile calunnia, penseremmo di venire
meno all’officio del Nostro ministero apostolico se a Voi, Venerabili Fratelli,
e a tutti coloro cui giungerà questa Lettera, non rendessimo manifesto quale
sia in questo genere di cose la costante regola di agire di questa Sede
Apostolica e la costante consuetudine; se non ammonissimo con forza e nel nome
della divina misericordia, Voi tutti, anche singolarmente, di codesto Regno di
Polonia (sempre eminente per fede e religione) nonché i Presuli ordinari, a
leggere con attenzione le lettere delle dispense matrimoniali che vengono
spedite da questa Sede e da questa Curia per gli abitanti di codesto Regno, e
ad invitarvi a che vi adoperiate affinché esse vengano considerate con la
massima cura dai Vostri Vicari e dai vostri funzionari. Noi abbiamo la
certezza, e questo lo chiariremo subito, che se su questo argomento si è
sbagliato, non accadde per colpa della Sede Apostolica e dei suoi ufficiali, ma
degli Ordinari locali e dei loro ministri, che non si curarono di leggere quelle
lettere o di riflettere su di esse.
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