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Benedictus PP. XIV
Apostolica constitutio

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Capitolo XVII

1. Dell’utilità delle predette Confessioni generali parla pure San Francesco di Sales in molti passi delle sue Opere; assai conforme alla sua dolcezza è quello che si legge nella lettera, scritta ad una dama vedova,: "Mi scrive vostro Padre; poiché mi chiede di scrivervi qualche cosa per la salute della sua anima, io lo faccio con molta facilità, forse eccessiva. Il mio consiglio si riduce a due punti: uno, che faccia una Penitenza generale. Questa è una cosa senza la quale nessun uomo d’onore deve morire. L’altro, che a poco a poco si vada distaccando dalle passioni del mondo".33.

2. Nella Vita di San Vincenzo de’ Paoli, fondatore della Congregazione della Missione, scritta in italiano, si discorre a lungo del frutto che dalle Confessioni generali si ricava nelle Missioni. Perciò nelle Regole di detto Istituto, approvate dalla Santa Sede, fra gli altri Ministeri si annovera quello delle Confessioni: "Convincere e accogliere le Confessioni generali di tutta la vita trascorsa". Il Pontefice Urbano VIII, nella sua Bolla Salvatoris nostri con la quale approvò l’Istituto di detta Congregazione, a proposito delle Confessioni generali così aggiunge: "Dal pieno successo di esse appare evidente che questo pio Istituto è graditissimo a Dio, utilissimo agli uomini e assolutamente necessario; in forza di esso, infatti, sebbene da non molto tempo, il raro uso delle Confessioni Sacramentali, anche generali, e della Santissima Eucaristia si è fatto frequente, per grazia di Dio".

3. A proposito della preparazione all’Anno Santo, il Nostro Predecessore Innocenzo XII, nella Istruzione che pubblicò dopo l’indizione, riflettendo sui difetti che possono essere occorsi ai penitenti nelle precedenti Confessioni, esortò con le seguenti parole chi pensava di venire a Roma per conseguire l’Indulgenza: "Prima della partenza faccia una valida Confessione generale; si esorti a praticarla in questa occasione per supplire ai difetti che forse può aver commessi nelle precedenti Confessioni".

4. È convinzione comune dei direttori delle coscienze che la Confessione generale sia molto utile, perché rappresenta l’uomo a se stesso, affinché si umilii; produce un maggior orrore del peccato; procura nuove forze per superare le tentazioni; porta una soavissima pace e tranquillità di coscienza; supplisce a quanto talvolta mancò nelle passate Confessioni.




33. tomo I, ed. parigina del 1669, p. 914, n. 6.




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