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| Benedictus PP. XIV Apostolica constitutio IntraText CT - Lettura del testo |
1. Al contrario, oggidì si trovano qua e là dei Peccatori (fra i quali ci troviamo Noi stessi e forse altri del tempo del Beato Pietro Damiano) che non solo nelle Confessioni generali, ma anche in quelle correnti e spesso ripetute nel corso dell’anno, si ritrovano rei di peccati gravi; accostandosi al Tribunale della Penitenza, meritano che s’impongano loro sanzioni del peso e dell’importanza sopra indicati dai Canoni del Concilio di Trento, tanto più che poco o nulla di bene – vivendo come si vive – si va facendo, se talvolta oppressi dalle disgrazie i Peccatori non le sopportano con la dovuta pazienza. In tal modo restano senza il frutto delle preghiere della Chiesa, che per bocca del Sacerdote nella stessa Confessione domanda al grande Iddio: "Qualunque cosa buona tu avrai fatto o qualunque cosa cattiva avrai sopportato con pazienza, sia per te motivo di remissione dei peccati, di aumento della grazia e premio di vita eterna".