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Benedictus PP. XIV
Apostolica constitutio

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Capitolo XXVIII

1. Durante l’intiero anno del Giubileo saranno disponibili in Roma i Penitenzieri e i Confessori, come sopra abbiamo detto, muniti delle necessarie facoltà per ascoltare le Confessioni, per dare le dovute Assoluzioni e Dispense, tanto a coloro che abitano in questa Città, quanto agli altri che verranno da fuori per conseguire le ricchezze spirituali dell’Anno Santo. Nello stesso tempo non mancheranno i Predicatori della Parola Divina. Noi stessi parleremo, ed altri da Noi designati parleranno per lo stesso fine; tuttavia le controversie teologiche che riguardano esclusivamente la disputa delle scuole verranno escluse. Quando Noi parleremo, o parleranno altri per Nostro incarico, non tralasceremo di far capire l’importanza della clausola che è nella Nostra Bolla "Ai fedeli Penitenti, e a quanti confessati e nutriti della Santa Comunione". Faremo altresì conoscere con i fatti quanto sia infondata l’asserzione di chi, vivendo fuori della Comunione Cattolica, va affermando che l’Indulgenza sfianca e vanifica la Penitenza. E per non mostrarci eccessivamente fautori di chi afferma che i nostri ragionamenti e quelli che si faranno d’ordine Nostro sono troppo rigoristi, pensiamo di uniformarci a quanto scrisse all’inizio del Giubileo il celebre Padre Bourdaloue della Compagnia di Gesù.50.

2. Quando eravamo a Bologna ed andavamo pubblicando di tratto in tratto le Nostre Istruzioni (che poi sono state raccolte in più volumi e recentemente sono state tradotte dall’italiano in latino in un solo volume in folio), nell’Istruzione 12 (tomo 3 dell’edizione italiana, che è la 53 nell’edizione latina), senza voler entrare nelle dispute teologiche, in occasione di una Indulgenza plenaria pubblicata dal Nostro Predecessore Clemente XII, invitammo ed esortammo i Nostri Diocesani ad aggiungere altre opere buone ed a compiere altri degni frutti di penitenza. Ad essi proponemmo il celebre insegnamento del Venerabile Cardinale Bellarmino, dal suo trattato De Indulgentiis.51.:"I virtuosi Cristiani ricevono le Indulgenze Pontificie in modo che ad un tempo cerchino di cogliere i degni frutti della Penitenza e di risarcire Dio dei loro peccati".

3. Ad essi segnalai altresì quanto scrisse il Cardinale Pallavicino52. cioè non essere vero che per le Indulgenze i Cristiani si rendono neghittosi nel soddisfare a Dio per le colpe commesse, in quanto, rimanendo sempre incerti se l’Indulgenza sia stata effettivamente acquisita, resta in molti lo stimolo di assicurarsela con nuovo costante impegno di opere salutari e penitenziali. D’altra parte le disposizioni per conseguire le Indulgenze con l’esercizio di opere buone accrescono la devozione e inducono a compierne altre, come dimostra l’esperienza quotidiana.

4. Bonifacio VIII prescrisse la devota visita delle Chiese ai Forestieri per 15 volte, ed ai Romani per 30 volte, come opera necessaria per conseguire la piena Indulgenza dell’Anno Santo, ma non omise d’inserire nella sua straordinaria antiquorum de paenitentiis et remissionibus, fra le benemerenze particolari: "Ciascuno tuttavia meriterà di più e conseguirà più efficacemente l’Indulgenza se visiterà le stesse Basiliche più volte e con la massima devozione". Ciò senza dubbio porta un invito ed un’esortazione simili alle Nostre: oltre le opere prescritte, i Cristiani si sforzino di aggiungere altre opere meritorie, in conformità con lo spirito della Chiesa. Lo stesso viene pure indicato dall’antica formula di cui si sono serviti i Nostri Predecessori e di cui Noi ci serviamo ogniqualvolta si la solenne Benedizione al popolo, dopo la quale si concede l’Indulgenza plenaria; si prega Dio affinché conceda non solo "perseveranza nelle buone opere ma un cuore sempre penitente":come a dire, un cuore sempre preparato ad aggiungere nuovi atti di penitenza per i peccati già commessi, ancorché possa lecitamente credere di esserne stato assolto nel Sacramento della Penitenza, quanto alla colpa ed alla pena eterna, e di esserne stato liberato quanto alla pena temporale per l’efficacia dell’Indulgenza plenaria.




50. Sermoni, tomo 2, p. 517 e ss., seconda ed. di Parigi del 1709.

51. lib. I, cap. 12, § Ad tertium, tomo 2 delle Controversie.

52. Storia del Concilio Tridentino, lib. 24, cap. 12, n. 6.




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