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| Benedictus PP. XIV Apostolica constitutio IntraText CT - Lettura del testo |
1. Non prenderemo qui l’impegno di riferire le frequenti visite dei Re, dei Vescovi e dei Prelati della Chiesa e di tutti i fedeli e i continui pellegrinaggi per visitare le tombe degli Apostoli, essendo già stata esaurita la materia in tutto e per tutto da alcuni celebri eruditi, cioè da Onofrio Panvinio nel suo trattato De praestantia Basilicae Vaticanae, che tuttora si conserva manoscritto nell’Archivio del Capitolo della Basilica Vaticana e che Noi più volte abbiamo letto quando in minoribus eravamo Canonico di detta Chiesa e Archivista di detto Archivio; da Giacomo Gretser7.; dal Coccio8.; da Stanislao Hosio9.;da Rutilio Benzonio10.; dal Dresselio nelle sue Opere stampate in Monaco11.; e recentemente dal Trombelli.12.
2. Richiameremo tuttavia la formula di Marculfo Monaco, che visse nel secolo VII, e che dai predetti non è citata; in essa si contiene la commendatizia rivolta al Papa ed ai Vescovi a favore di coloro che si accingevano al pellegrinaggio verso Roma per visitare le tombe dei Santi Apostoli. Tale formula si trova nel lib. 2, cap. 49: "Questo viandante, infiammato di luce divina, non per diporto, come è costume dei più (o come altri leggono) per amore di vagabondaggio, ma in nome del Signore, incurante dell’arduo e faticoso cammino, desiderando di visitare le tombe degli Apostoli Pietro e Paolo per lucrarne una preghiera, chiese alla mia pochezza di essere raccomandato alla vostra benignità".13.
3. San Giovanni Crisostomo14. così scrive in proposito: "Nella regale città di Roma, prescindendo da tutti gli altri, Imperatori, Consoli, Condottieri di Eserciti accorrono al sepolcro del Pescatore e tessitore di reti".
4. Dell’Imperatore Carlo Magno scrive Eginardo: nello spazio di quarantasette anni egli venne a Roma, tratto dalla devozione: "Carlo Magno in quarantasette anni quattro volte si recò a Roma per sciogliere voti e per pregare".
5. Il Pontefice Nicolò I, che visse nel secolo nono, rende un’ampia testimonianza del concorso dei fedeli venuti a Roma per venerare le ceneri dell’Apostolo Pietro. Nella sua lettera 9 all’Imperatore Michele scrive: "Molte migliaia di uomini provenienti da ogni regione della terra si affidano ogni giorno alla protezione e all’intercessione di San Pietro, Principe degli Apostoli, e si propongono di rimanere presso il suo Sepolcro fino alla fine della propria vita in quanto (oltre al fatto che distingue la Chiesa Cattolica, vaso calato dal cielo in cui sono mostrati allo stesso San Pietro, tutte le creature viventi) anche di per se stessa la città dei Romani, presso la quale si venera continuamente la presenza corporale dello stesso Apostolo, si riconosce quale vaso di tutte le genti viventi (quelle che si intendono spiritualmente creature umane)".