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Benedictus PP. XIV
Apostolica constitutio

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Capitolo VI

1. Né a Noi sono ignoti i due opuscoli di San Gregorio Nisseno, uno intitolato De iis qui adeunt Hierosolymam, e l’altro indirizzato ad Eustasia, Ambrosia e Basilissa16. sul fondamento dei quali si appoggiano coloro che non sono della nostra comunione per screditare ed impugnare i devoti pellegrinaggi. Tanto meno Ci è ignota la grave controversia esistente fra gli eruditi sulla attribuzione di dette opere a San Gregorio: controversia nella quale il Lippomano, il Baronio, Natale Alessandro, il Tillemont, il Ceillier sono del parere che dette opere siano del Santo Dottore; di ciò però dubita il Cardinale Bellarmino. Con molta autorità ed impegno il Grester sostiene che esse sono apocrife, come può leggersi nelle profonde ed erudite note da lui pubblicate sulle stesse opere ed inserite nel citato tomo 3 delle Opere di San Gregorio Nisseno.17.

2. Ma Ci sembra di potere con tutta ragione far presente che, quand’anche le Opere siano del Santo; quand’anche in esse, com’è vero, molto si esageri circa gl’inconvenienti che si verificavano nei pellegrinaggi a Gerusalemme; quand’anche, com’è vero, s’impugni gagliardamente la massima spacciata falsamente da alcuni, secondo la quale le accennate peregrinazioni fossero necessarie per l’eterna salute, la quale non si poteva ottenere senza di esse, ciò non contraddice affatto al nostro assunto in cui sosteniamo non la necessità, ma l’utilità delle opere predette. Non ci facciamo difensori degl’inconvenienti, ma, come si vedrà in seguito, ne andiamo additando e procurando i rimedi. Non è poi necessario che si accolgano con assoluto rigore le gagliarde espressioni del Santo Dottore contro i pellegrinaggi a Gerusalemme, sia perché si vede manifestamente che traggono origine dai frequenti scandali che andavano verificandosi, sia perché il parere di un singolo, benché santo e celebratissimo Dottore, deve in ogni caso cedere al sentimento della Chiesa ed al comune parere contrario degli altri, che fra le opere cristiane pie e devote annoverano i sacri pellegrinaggi quando siano fatti nelle dovute forme.




16. tomo 3 delle Opere del Santo Dottore, Parigi 1638, p. 651.

17. p. 71 e ss.




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