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Benedictus PP. XIV
Celebrationem magni

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Introduzione

1. Con l’aiuto di Dio, abbiamo concluso in quest’alma Città la celebrazione del Grande Giubileo. Secondo l’antica consuetudine, abbiamo chiuso in Vaticano la Santa Porta della Basilica del Principe degli Apostoli che Noi stessi con solenne rito, avevamo aperta all’inizio dell’Anno Santo. Così pure le porte delle altre Basiliche, cioè di San Paolo sulla via Ostiense, di San Giovanni in Laterano e di Santa Maria Maggiore, per nostro incarico sono state aperte e chiuse dai Cardinali Legati di Santa Romana Chiesa, da Noi deputati a tale rito. Invero, Noi abbiamo molti e giusti motivi d’intimo compiacimento e di rendere infinite grazie a Dio Onnipotente, da cui proviene ogni bene, poiché tutto ciò che in questa occasione era nei nostri voti ha avuto compimento, e ciò che abbiamo ordinato di fare è stato eseguito col massimo zelo. Avevamo ordinato a suo tempo che in tutto il nostro Dominio le strade fossero sistemate e spianate per comodità dei pellegrini e il tutto è stato eseguito in modo accurato e tempestivo. Avevamo disposto che si facesse incetta di provviste alimentari, sia in tutto il territorio del predetto Dominio, sia soprattutto nell’Urbe, in modo che i pellegrini in viaggio per lucrare il Giubileo, e che quindi dovevano soggiornare nell’Urbe, trovassero a equo prezzo di che soddisfare alle loro esigenze, a differenza di ciò che di solito accade dove non vengono accumulate le derrate necessarie in occasione di uno straordinario afflusso di folla; anche a questa nostra disposizione si è prontamente obbedito. Inoltre, nell’anno precedente a quello in cui fu indetto il Giubileo, Noi raccomandammo caldamente a chi competeva, di restaurare le Chiese dell’Urbe e di accrescerne lo splendore e le decorazioni, nei limiti del possibile e per quanto esigeva il culto divino: non possiamo esprimere compiutamente tutta la soddisfazione che Noi abbiamo provato a questo riguardo e tutta la gioia dell’animo Nostro quando abbiamo visto risplendere ovunque il decoro della Casa di Dio.

2. In verità, al Nostro invito, con il quale abbiamo incitato tutti i Cristiani sparsi in ogni luogo della Terra a venerare le dimore dei Santi Apostoli e ad approfittare del Tesoro dell’Indulgenza, ha risposto un’incredibile folla di persone, che sono venute qui anche da lontanissime regioni, dall’Armenia, dalla Siria, dall’Egitto e da altre, tanto che è stata superata di gran lunga la partecipazione di persone registratasi in parecchi altri Giubilei, come Noi stessi abbiamo visto in Roma nei due precedenti anni giubilari.

3. Noi stessi non avevamo trascurato d’inviare ovunque esortazioni affinché i pellegrini fossero accolti benevolmente non solo nel territorio a Noi soggetto, ma anche nei Domini degli altri Principi e Repubbliche e fossero ospitati in modo tale da poter affermare che si erano rinnovati gli antichi esempi di carità, per cui ancor oggi si celebrano i pellegrinaggi alle sacre tombe degli Apostoli: neanche in questo caso Ci rimase alcunché da desiderare. Inoltre con scritti Apostolici abbiamo esortato i Venerabili Fratelli Vescovi di tutte le Chiese ad impegnarsi attivamente, in modo che i fedeli soggetti al loro governo, che in quella occasione affrontavano il viaggio verso Roma, fossero ampiamente informati sia sulla natura ed utilità del Sacro Giubileo, sia sul giusto modo di trarne beneficio. Che tale disposizione sia stata puntualmente eseguita lo si evince da quanto si dice: mai altre visite alle Sante Basiliche si susseguirono con tanta frequenza di folla e con tanto palesi testimonianze di devozione e di pietà, come nello scorso anno. Inoltre innumerevoli fedeli, come abbiamo appreso dalla relazione dei Penitenzieri, si sono dedicati alla purificazione delle loro anime, con le confessioni generali dei peccati, con la sincera espressione di pentimento e di compunzione; altri poi in gran numero, abiurando onestamente l’eresia che professavano, sono felicemente ritornati nel grembo della Santa Cattolica Romana Chiesa.




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