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Benedictus PP. XIV
Celebrationem magni

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Capitolo V

1. Parecchie Costituzioni o Lettere Apostoliche abbiamo emanato in occasione del Giubileo dell’Anno Santo. La prima Costituzione, che comincia con Peregrinantes, rivolta a tutti i figli della Chiesa Cattolica, contiene l’indizione del Giubileo Universale da celebrare nell’Urbe, nell’Anno Santo recentemente trascorso.

2. In un’altra, l’inizio della quale è Cum Nos Nuper, rispettando l’usanza dei Nostri Predecessori, abbiamo stabilito quali Indulgenze e quali Facoltà nello stesso Anno Santo rimanessero sospese e quali rimanessero in vigore.

3. In seguito, abbiamo inviato una Lettera Enciclica a tutti i Patriarchi, Arcivescovi e Vescovi, che inizia con le parole Apostolica Constitutio; in essa abbiamo proposto i mezzi con cui ciascuno deve prepararsi per ottenere l’Indulgenza del Giubileo. Poi abbiamo emanato un’altra Costituzione che comincia con Convocatis, nella quale Noi abbiamo esposto chiaramente le facoltà che intendevamo concedere durante l’Anno Santo, sia ai Penitenzieri da assegnare alle Basiliche e alle Chiese di Roma, sia ai Confessori che il Cardinale di Santa Romana Chiesa, Nostro Vicario in Roma, vorrà designare; per questo motivo parecchie Costituzioni edite in altri tempi su tali argomenti furono recentemente abrogate. Sono state aggiunte altresì alcune prescrizioni tassative per coloro che abbiamo sopra nominato, allo scopo di fare buon uso delle facoltà loro concesse. Poscia, nel consultare (non senza lungo e oneroso impegno) le opere dei Teologi dette "Morali", abbiamo appreso le innumerevoli controversie che da loro sono variamente affrontate, sia circa l’uso delle facoltà concesse ai Penitenzieri designati per l’Anno Santo, sia sul modo migliore di lucrare l’Indulgenza; ci siamo così resi conto che nella trattazione di tali questioni, quei Teologi battono strade del tutto diverse e perciò abbiamo pensato che valesse la pena scrivere un’altra lettera ai predetti Penitenzieri designati in Roma e ai Confessori nominati dal Cardinale Vicario, la quale è uscita in italiano e comincia Fra le fatiche e che ora è stata forse tradotta in latino.1 In essa ho dimostrato che buona parte delle difficoltà che in altri tempi sorsero, erano state previste da Noi e subito superate con le appropriate parole usate nelle Nostre Costituzioni promulgate fino a quel giorno; e poiché si trattava di questioni che dipendevano unicamente dalla Nostra volontà, non rinunciammo a manifestarla apertamente e a rimuovere ogni motivo di dubbio, indicando anche l’efficacia delle ragioni su cui si fondano i singoli nostri provvedimenti. Inoltre Ci sovvenne (e ci siamo resi conto che a ciò hanno saggiamente pensato anche i Nostri Predecessori) che molti sarebbero volentieri venuti a Roma per ottenere il Giubileo durante l’Anno Santo se la loro particolare condizione o qualche altro motivo di forza maggiore non avesse impedito loro questo pellegrinaggio; in tale stato si trovano le Monache, le Oblate e le altre Vergini e Donne che vivono nei Monasteri e nelle Case Religiose; e inoltre gli Anacoreti, gli Eremiti, gli Ammalati, i vecchi e quelli che sono ristretti in carcere: a tutti costoro, per non defraudarli del compimento dei loro pii desideri, Noi provvedemmo opportunamente con l’altra Nostra Costituzione suddetta che comincia Paterna Charitas.




1. Cfr. Inter praeteritos, 3 dicembre 1749.




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