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| Benedictus PP. XIV Celebrationem magni IntraText CT - Lettura del testo |
1. Anche queste questioni, o Venerabili Fratelli, abbiamo ritenuto opportuno esporre a Voi con questa nostra Lettera Enciclica. Altri impegni devono essere affrontati da ciascuno di Voi nella propria Città e Diocesi. Ciascuno di Voi, cioè, deve aver cura, insistendo nelle preghiere e nell’esortazioni, che il popolo affidato alla Vostra guida sia indotto a detestare sinceramente i propri peccati, e si disponga a ottenere i benefici del Giubileo dopo essersi accostato alla Confessione Sacramentale piamente e nel modo prescritto. Certamente, se l’indizione del Giubileo avverrà nella Diocesi senza che prima si invochi con pubbliche preghiere l’aiuto della Divina Provvidenza e senza che il popolo sia indotto alla penitenza né a voce né per iscritto dal Pastore; se, dopo previ i e opportuni insegnamenti, il popolo cristiano non sarà edotto circa il modo di confessare utilmente i peccati, né sarà avvertito della utilità della Confessione generale e anche, in certi casi, della necessità di questa; se finalmente i Sacerdoti Confessori non si faranno premura di somministrare la medicina adatta alle ferite delle anime, allora temiamo assai (e non possiamo scrivere né pensare a tale eventualità senza lacrime) che la celebrazione del Giubileo interessi spiriti fatui e che nessun consistente vantaggio ne traggano i popoli. Mentre confidiamo che molti peccatori, prima immersi nelle iniquità, durante il recente Anno Santo siano usciti dal fango per l’infinita misericordia di Dio Nostro, e che molti fedeli abbiano raccolto il frutto del Sacro Giubileo; siamo ad un tempo persuasi che un tale esito debba essere soprattutto attribuito a quel celeste raggio di luce divina dal quale traemmo impulso sia a stimolare lo zelo dei singoli Vescovi, in modo che ognuno nella propria Diocesi preparasse, con i mezzi predetti, a ottenere il Giubileo coloro che si accingevano ad andare a Roma, sia anche a compiere a Roma tutti quegli atti che nell’anno precedente e nello stesso Anno Santo del Giubileo abbiamo compiuto e ci siamo preoccupati che da altri si facessero, in modo che con appropriate istruzioni e ammonimenti tutti fossero disposti a vera penitenza e a sottoporsi ad essa.