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Benedictus PP. XIV
Prodiit jamdudum

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Capitolo XII

1. È noto a tutti che fin dai tempi degli Apostoli nelle Chiese si facevano quegli onesti conviti chiamati Agape così ben descritti da Tertulliano.21 È altresì noto che venivano segregati dalla comunione dei fedeli coloro che si astenevano dal frequentarli. Per tale motivo fu anche condannata la condotta degli eretici Eustaziani nel Sinodo Gangrense, can. II. È altresì noto che per i disordini che cominciarono a manifestarsi nelle Agapi, le stesse furono proibite dal Concilio Laodiceno, can. 28, e dal Concilio Terzo Cartaginese, can. 30. Chiunque rifletterà con la dovuta attenzione alla suddetta condotta della disciplina Ecclesiastica, che a seguito dei disordini verificatisi non ha avuto dubbi sulla soppressione di un’antica consuetudine Apostolica, non dovrà affatto stupirsi se in vista di disordini irreparabili si varia il giorno del digiuno, non per sempre, ma per una volta soltanto, restando però l’obbligo di adempiere ad esso nel giorno surrogato. Ci saremmo potuti valere di molti, e molti altri esempi di deroghe, ancora più rilevanti, ai Precetti Ecclesiastici, che s’incontrano negli Annali della Chiesa. Ma abbiamo preferito quello delle Agapi, come più conveniente e adeguato al caso nostro, giacché sia in quello, sia in questo, si tratta del vizio della gola.




21. Apologetico, cap. 39.




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