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| Benedictus PP. XIV Magno cum animi IntraText CT - Lettura del testo |
1. La prima è che l’uso degli Oratori privati nelle case risale a tempi antichi. È noto che gli Apostoli celebravano i sacri Misteri nelle case private e che tale costume fu conservato durante le persecuzioni, come fa bene osservare Cristiano Lupo "in suis notis ad canones Trullanos". La seconda premessa è che anche nei secoli seguenti, dopo le persecuzioni, ci sono stati Oratori privati nelle case dei laici. Nel Sacramentario Gallicano (tomo 1, Musaei Italici, stampato e pubblicato da Mabillon), si legge una "colletta" da recitarsi nella Messa che si celebrava "in casa di chiunque". Né a questo assunto mancano altre prove, che Noi con diligenza abbiamo cercato di raccogliere nel nostro Trattato De Sacrificio Missae (sect. 1, § 10). Terza premessa poi è che più volte si è pensato di sopprimere gli Oratori privati nelle case dei laici o, meglio, la facoltà di celebrarvi la Messa. Non diremo nulla della Novella 58 di Giustiniano, dove per legge si proibisce di celebrare negli Oratori privati, e dove si permette solo di pregare. Non parleremo della Novella di Leone il Sapiente, che tolse la proibizione asserendo che gli Oratori privati, in cui si celebravano le Messe, si erano allora moltiplicati a tal punto che li avevano non solo i Nobili, ma anche persone di mediocre condizione.
2. Circa poi i documenti più vicini ai nostri tempi, sarà sufficiente aver indicato quelli che Noi abbiamo riportato nel Trattato De Sacrificio Missae, nei luoghi citati.