| Capitolo I
1. È giunta alla Congregazione dei Nostri Venerabili
Fratelli Cardinali di Santa Romana Chiesa preposti agli affari di Propaganda
Fide la lettera di un Sacerdote assegnato come missionario alla città di
Balsera, che comunemente chiamano Bassora, che dista da Babilonia quindici
giorni di viaggio e che è celeberrima dal punto di vista commerciale. In tale
lettera credette opportuno esporre che in quella città risiedevano molti
cattolici di rito orientale, cioè Armeni o Siriani che, mancando di una loro
Chiesa specifica, si recano nella chiesa dei missionari latini dove i loro
Sacerdoti offrono il Santo Sacrificio secondo i loro riti particolari e
compiono altre sacre cerimonie. I laici intervengono a questi sacrifici e
ricevono i Sacramenti dai medesimi Sacerdoti. Per cui colse l’occasione per
chiedere se i predetti Armeni e Siriani debbono osservare il loro rito o se si
debba togliere la varietà nella stessa Chiesa, nella quale anche i Latini, come
abbiamo detto, si radunano e non sembri più logico che Armeni e Siriani,
lasciato il vecchio calendario, abbraccino quello nuovo nelle questioni che
riguardano i tempi della solennità pasquale e della Comunione annuale, come
pure della Quaresima e i giorni delle feste, sia mobili, sia immobili. Andando
oltre, poiché ai predetti Armeni di Balsera e ai Siriani si comanda di
osservare il nuovo calendario, chiese se ciò si deve prescrivere anche agli
altri Orientali che hanno un tempio particolare ma così angusto che è ritenuto
inidoneo ad ospitare le sacre funzioni in modo decoroso, così che per lo più si
recano nella Chiesa dei Latini.
|