| Capitolo XXXVII
1. È inoltre molto importante per il nostro argomento ciò
che subito aggiungeremo. Discutono fra di loro gli studiosi se, secondo la
vecchia disciplina, nelle Basiliche della Chiesa Occidentale ci fossero uno o
più altari. Sostiene la prima tesi Schelestrato;98 ma per contro il
Cardinale Bona,99 basandosi sull’autorità di Walfrido (cap. 4),
dimostra che nella Basilica romana di San Pietro vi erano più altari. Se però
si parla di Templi e Basiliche Orientali e Greche, è chiaro che in esse non
esisteva che un solo altare, anche se orane esistono in gran numero, come si
deduce dalla descrizione lineare di questi Templi che ne fecero il Du
Cange,100 il Beveregio101 e il Goario.102 E
poiché nel Tempio di Sant’Atanasio, che a Roma è tenuto dai Greci, ci sono
molti altari, Leone Allazio103 non esitò ad asserire che in quella
Chiesa non c’era nulla di greco all’infuori del Bema, cioè del recinto
che, da tutte le parti della Chiesa, evidenzia l’Altar maggiore. A
quell’Altare, al quale il Sacerdote ha celebrato la Messa, non può un altro
Sacerdote nello stesso giorno offrire una seconda volta la Messa. Di questa
disciplina dei Greci parlano Dionisio Barbalibeo, Giacobita, Vescovo di
Amida,104 e Ciriaco, Patriarca dei Giacobiti presso Gregorio Barebreo,
pure Giacobita105 che cita Assemano nella Biblioteca Orientale.106
Circa la stessa disciplina il Cardinale Bona così lasciò scritto: "Nelle
loro Chiese hanno un unico altare e non giudicano lecito che nello stesso
giorno si ripeta la Messa entro le mura del Tempio". Eutimio,
Arcivescovo di Tiro e Sidone, e Cirillo, Patriarca Antiocheno dei Greci,
durante il Pontificato di Clemente XI, Benedetto XIII e Clemente XII più volte
chiesero se dovevano abbandonare la vigente disciplina che vietava si offrisse
un secondo sacrificio della Messa nello stesso giorno e allo stesso altare. Ma
fu sempre risposto loro che nulla si doveva cambiare, e si doveva conservare
appieno il vecchio Rito. Poiché si era diffuso nel popolo l’errore che non si
offriva un secondo Sacrificio della Messa nello stesso giorno, allo stesso
altare dove un altro Sacerdote aveva celebrato, perché il Sacerdote che
celebrava dopo, usandogli stessi paramenti che aveva usato il primo, rompeva il
digiuno, perciò nella nostra Enciclica al Patriarca antiocheno dei Greci
Melchiti e ai Vescovi cattolici a lui soggetti, prescrivemmo che con ogni
impegno curassero di eliminare questo errore tra il popolo, in modo tuttavia da
conservare integro lo spirito secondo il quale all’altare dove celebrò un
Sacerdote, è escluso vi celebri un altro Sacerdote lo stesso giorno, come si
può vedere nella nostra Costituzione che comincia Demandatam.107
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