| Capitolo XXXIX
1. Da questo Rito Greco e Orientale
che fin qui abbiamo ricordato, alcuni colsero l’occasione di mettere in dubbio
se per le Messe private, che si dicono da un solo Sacerdote, ci possa essere
posto nella Chiesa Orientale e Greca del momento che, come abbiamo detto, nelle
Chiese Greche esiste un solo altare, uno solo è offerto al sacrificio della
Messa e i Sacerdoti concelebrano col Vescovo o con un Sacerdote che fa da primo
Presbitero. I Luterani non trascurarono di mandare a Geremia, Patriarca di
Costantinopoli, la Confessione di Augusta, nella quale si sopprimono le Messe
private, sollecitandolo ad accettarla; ma siccome l’uso e la disciplina della
Messa privata nella Chiesa Orientale si desumono e sono rivendicati dal Canone
31 del Concilio Trullano e dalle Note che su di esso compose Teodoro Balsamon,
pertanto il Rito della frequente concelebrazione dei Sacerdoti col Vescovo
rimase, e parimenti la consuetudine delle Messe private restò intatta nella
Chiesa Orientale. Perciò i tentativi dei Luterani si conclusero nel nulla: ad
essi fu risposto che era condannato dagli Orientali, come dagli Occidentali,
l’uso malvagio di coloro che per l’immondo desiderio di ricevere l’offerta sono
spinti all’altare, a differenza di coloro che, secondo pietà e religione
celebrano le Messe private per offrire a Dio un sacrificio accettabile. Ciò
appare dagli Atti della Chiesa Orientale contro i Luterani.110 A
comodo dei Sacerdoti che desiderano offrire il Sacrificio della Messa, salva
sempre la consuetudine che ad un solo altare si offra un solo sacrificio nei
singoli giorni, i Greci cominciarono a costituire le Paracclesie di cui
parla Leone Allazio nella citata lettera a Giovanni Morini. Le Paracclesie non
sono altro che Oratori i contigui alla Chiesa nei quali è stato eretto un
altare dove i Sacerdoti celebrano la Messa che non possono celebrare in Chiesa
perché all’altare in essa costruito ha celebrato un altro Sacerdote.
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