| Capitolo XL
1. Altri poi, da questa
disciplina degli Orientali e dei Greci, giustamente pensarono che c’era da
temere che i Sacerdoti latini venissero esclusi in perpetuo dal celebrare Messe
nelle Chiese Greche, perché, come sopra si è detto, in esse esiste un unico
altare dove nello stesso giorno un Sacerdote solo può celebrare; né i Sacerdoti
Latini potevano celebrare nelle Paracclesie, in quanto costruite solo
per i Greci. Ma ad eliminare il timore, in questo periodo si vede che per lo
più nelle Chiese Greche viene costruito un secondo altare, nel quale da parte
dei Preti Latini si possa offrire il Divino Sacrificio. Goario espose tre forme
dei Templi Greci nell’Eucologio Greco; la terza di esse presenta un
secondo altare posto per i Preti Latini, come dice lo stesso Goario nel luogo
citato, e come prosegue lo Schelestrato.111 Nelle Chiese della Comunità
dei Maroniti e dei Greci esistenti in Roma, oltre l’altare maggiore, ci sono
altri altari nei quali si celebra la Messa da parte dei Preti Latini; nella
nostra Costituzione Etsi Pastoralis,112 nella quale si offre
agli Italo-Greci una sicurissima regola di agire, si vieta ai Sacerdoti latini
di celebrare nei Templi Greci all’altare maggiore, se non lo richieda in tutti
i modi una necessità e si abbia il consenso del Parroco greco. Inoltre, nella
stessa Costituzione si concede ai Greci la possibilità di erigere nei loro
Templi, oltre l’altare maggiore, altri altari nei quali i Sacerdoti latini se
vogliono, possano celebrare il sacrificio della Messa.
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