| Capitolo IX
1. Di documenti siffatti
abbonda il secolo decimoterzo. A questo secolo appartiene la lettera di
Innocenzo IV a Daniele, re di Russia, presso Rainaldo,3 il quale,
lodando la speciale devozione del Re alla Chiesa Cattolica, concede che si
conservino nel Regno stesso i Riti che non ripugnavano alla Fede della Chiesa
Cattolica, così scrivendo: "Perciò, carissimo Figlio in Cristo,
propensi alle tue suppliche, ai Vescovi ed agli altri Sacerdoti di Russia,
permettiamo che sia lecito ad essi operare secondo il loro uso a fermento e
permettiamo, in forza della presente, che possano osservare gli altri loro Riti
che non siano contrari alla Fede Cattolica che la Chiesa Romana professa".
Qui viene a proposito la lettera dello stesso Innocenzo IV ad Ottone, Cardinale
tuscolano, legato della Santa Sede nell’isola di Cipro, a cui aveva affidato
l’incarico di comporre alcune controversie che erano nate tra Latini e Greci,
come si apprende dalla sua Costituzione, che comincia "Sub Catholicae"
e che nel vecchio Bullario, tomo I, è registrata al numero 14: "Ma
poiché alcuni Greci da tempo tornati alla devozione della Sede Apostolica a
questa obbediscono con reverenza, conviene che, tollerando, per quanto possiamo
con Dio, i costumi e i Riti loro, li conserviamo nell’obbedienza alla Chiesa
Romana, senza concessioni ai pericoli delle anime e all’onestà della Chiesa".
2. Dopo avere disposto nella
stessa lettera ciò che si doveva fare dai Greci, enumerò quello che pensava si
dovesse loro permettere. Conclude con queste parole: "Ricordate poi
all’Arcivescovo di Nicosia e ai suoi Suffraganei latini di non inquietare e
molestare i Greci e nessuno dopo la nostra deliberazione". Lo stesso
Pontefice Innocenzo IV, nominando Lorenzo Minorita suo penitenziere, come
delegato apostolico e dandogli piena autorità su tutti i Greci che abitavano
nel Regno di Cipro, nei patriarcati Antiocheno e Gerosolimitano e anche sui
Giacobiti, Maroniti e Nestoriani, questo soprattutto gli raccomandò: di mettere
sotto la sua autorità tutti i Greci, difendendoli da tutte le molestie che
potevano essere loro recate dai Latini: "Ti raccomandiamo che
proteggendo con l’autorità apostolica i Greci di quelle parti, con qualunque
nome vengano chiamati, tu non permetta che siano turbati da molestie o violenze
recate dai Latini, facendo chiedere piene scuse e comandando ai Latini stessi
che cessino completamente da cose simili". Queste sono le parole di
Innocenzo al predetto Delegato Apostolico che sono riportate da
Rainaldo.4
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