| Capitolo XVIII
1. Avendo il nemico, per
seminare zizzania, spinto l’animo di taluni a tal punto di malizia da spargere
errori nei Messali, nei Breviari e nei Rituali dai quali gli ecclesiastici e
gli altri del clero venissero avvelenati, con decisione opportuna e dopo
accurato esame i Romani Pontefici curarono la stampa, per i tipi della Congregazione
di Propaganda Fide, del Messale Copto e Maronita, e così pure Slavo e simili.
Né si deve passare sotto silenzio quanta cura e fatica siano costate nel
correggere l’Eucologio greco, che uscì negli ultimi mesi, emendato, dalla
Tipografia della stessa Congregazione. L’esame di quest’opera fu iniziato con
grande impegno sotto il Papa Urbano VIII e tralasciato dopo non molto tempo; di
nuovo fu ripreso recentemente sotto Clemente XII, nostro immediato
Predecessore; Dio ottimo massimo Ci diede questa gioia, dopo molte veglie,
fatiche e discussioni compiute nel tempo del Nostro Pontificato da Cardinali,
Vescovi, Teologi e studiosi di lingue orientali, che accuratamente ricercando,
leggendo e rileggendo, valutando tutto ciò che doveva essere letto e consultato,
ci hanno dato un’opera di assoluta profondità, realizzata con sistematica
accuratezza e scrupolosa cura: un’opera, che guardiamo con ammirazione, nella
quale non fosse assolutamente toccato il Rito greco, ma restasse intatto ed
integro quantunque nei tempi precedenti tra i nostri teologi non siano mancati
quelli che totalmente ignari delle liturgie orientali e dei Riti che vigevano
nella Chiesa Orientale prima dello scisma riprovavano tutto quello che era
contrario al Rito della Chiesa Occidentale, il solo che conoscevano bene. Per
dirla in una parola, curando il ritorno dei Greci e degli Scismatici Orientali
alla Religione Cattolica, massima preoccupazione dei Romani Pontefici fu di
estirpare radicalmente dalle coscienze gli errori di Ario, Macedonio, Nestorio,
Eutiche e Dioscoro, dei Monoteliti e di altri, nei quali erano sciaguratamente
incappati, salvi tuttavia e intatti i Riti e la disciplina che osservavano e
professavano prima dello scisma, e ciò che si fonda nelle loro venerande,
antiche Liturgie e nei Rituali. I Romani Pontefici non richiesero mai che
tornando alla Fede Cattolica dovessero abbandonare il loro Rito e abbracciare
quello Latino: ciò avrebbe portato con sé tale devastazione della Chiesa
Orientale e dei Riti Greci che non solo non fu mai tentato, ma fu, ed è,
totalmente alieno dai propositi di questa Santa Sede.
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