| Capitolo XXIII
1. Un altro gruppo è
costituito da quegli Orientali e dai Greci che mantenendo in gran parte i loro
Riti e insieme venerando i Riti Occidentali e Latini, ne seguono alcuni, per
vecchia consuetudine rispettata dai loro Vescovi, e inoltre espressamente o
tacitamente confermata dalla Sede Apostolica. In questa categoria si possono
mettere gli Armeni e i Maroniti che lasciarono il pane lievitato e fanno
l’Eucaristia col pane azimo come i Latini, come testimonia Abramo
Echellense.29 Diversi attribuiscono questa disciplina degli Armeni a
San Gregorio Illuminatore, primo Vescovo degli Armeni, che all’inizio del
quarto secolo, sotto il re Tiridate, conseguì la corona del martirio; altri al
Pontefice San Silvestro, oppure la dichiarano accettata da San Gregorio Magno
nelle trattative iniziate con la nazione Armena e che sono indicate dal Sommo
Pontefice Gregorio IX nelle sue lettere al re di Armenia, riferite da
Rainaldo.30 Che quella disciplina sia stata data agli Armeni dalla
Chiesa Romana è testimoniato dal Patriarca degli stessi Armeni Silense Gregorio
in una lettera ad Aitone, padre di Leone, re di Armenia, cenobita, come si
legge presso Clemente Galano:31 "Per cui da Santa Romana Chiesa
abbiamo ricevuto l’unione dell’acqua (col vino nel calice) come dalla
stessa abbiamo ricevuto il pane azimo, la Mitra Vescovile e il modo di segnare
la Croce". Del pari è antichissima e immemorabile presso i Maroniti la
consuetudine del pane azimo, come si sa da Morini32 e dalla Biblioteca
Orientale di Assemano il Vecchio33 Inoltre è testimoniata dal
Sinodo Nazionale svoltosi sul monte Libano nel 1736 e da Noi confermata nella
Nostra Costituzione Singularis,34 nella quale, sul Sacramento
dell’Eucaristia, quando si parla del pane azimo, si leggono queste parole:
"Il quale costume nella nostra Chiesa e presso gli Armeni in Oriente
dura da tempo immemorabile, e possiamo citare documenti autentici di questo
fatto". Con questo esempio degli Armeni e dei Maroniti, il Cardinale
Bessarione, al quale per primo fu affidata l’Abbazia di Grottaferrata in
Diocesi di Tuscolo, ottenne che i Monaci Greci che in essa si trovavano
potessero consacrare in azimo, come si può leggere nella Nostra Costituzione
33, Inter multa.35 Questo fu sempre osservato, e anche oggi si
osserva, nella Chiesa collegiata di Santa Maria di Grafeo, posta in Diocesi di
Messina, al cui clero è consentito di mantenere il Rito Greco (come si può
leggere nella nostra Costituzione 81, che comincia Romana Ecclesia,36
la loro disciplina e di celebrare l’Eucaristia in lievitato, quantunque,
parlando in generale, i preti Italo-Greci operino in Italia e nelle isole
adiacenti, e i Sacerdoti, sia di Rito Latino, o Greco, siano spesso avvertiti
di non trascurare di consacrare l’Eucaristia e distribuirla ciascuno secondo il
proprio Rito, come è dichiarato nella nostra Costituzione che comincia Etsi
Pastoralis.37
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