| Capitolo XXVI
1. Da ultimo, senza
allontanarci dall’Eucaristia, qui parleremo di un altro Rito Orientale e Greco
per cui il Sacerdote, dopo la consacrazione e prima della consumazione, vuota
nel calice un po’ di acqua tiepida. Matteo Blastaris54 ricorda questo
Rito e ne spiega il significato. Eutimio, Arcivescovo di Tiro e di Sidone, nel
1716 pose al Sommo Pontefice Clemente XI alcuni quesiti, uno dei quali era
perché ai Melchiti di Siria e di Palestina si doveva proibire di versare acqua
tiepida nel Sangue divino dopo la Consacrazione; fu risposto, con l’aggiunta di
un’accurata e ricca spiegazione, approvata dallo stesso Pontefice e per suo
ordine trasmessa ai Superiori delle Missioni di Terra Santa, di Damasco, di Tiro
e di Sidone. Fu ingiunto allo stesso Arcivescovo di non proibire che ciò si
facesse, trattandosi di vecchio Rito, studiato dalla Sede Apostolica e permesso
ai Sacerdoti Greci anche a Roma; da ciò si deduce l’ardore di Fede che deve
bruciare verso tanto Mistero. Simile risposta il 31 marzo 1729 per ordine del
Papa Benedetto XIII fu data a Cirillo di Antiochia, Patriarca dei Greci. Lo
stesso Rito è permesso agli Italo-Greci nella citata Costituzione 57, Etsi
Pastoralis.55 Nelle Congregazioni che subito dopo si ebbero
per la correzione dei libri ecclesiastici della Chiesa Orientale, al fine di
usare una diligenza quanto mai accurata, essendosi disputato molto e a lungo se
si dovesse proibire il Rito di versare acqua tiepida nel calice dopo la Consacrazione,
avendo il Cardinale Umberto di Selva Candida in precedenza parlato moltissimo
con veemenza contro questo Rito, il 1° maggio 1746 fu risposto che non si
doveva rinnovare nulla, e questo rescritto fu poi confermato da Noi; si
scoperse infatti che le ragioni addotte da questo Cardinale non erano di alcun
peso. Tuttavia i Padri del Concilio radunati a Zamoscia nel 1720 per gravi
motivi proibirono ai Sacerdoti Ruteni di versare acqua tiepida nel calice dopo
la Consacrazione, come si può leggere al paragrafo sulla celebrazione delle
Messe: "Proibisce per grave ragione e abroga la consuetudine tollerata
nella Chiesa Orientale di versare acqua tiepida nelle Specie consacrate del
calice, dopo la Consacrazione, prima della Comunione".
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