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1. Inoltre il Sacerdote
celebrante, indossati i paramenti sacri, prima che i sacri doni siano
trasferiti dalla Mensa minore, o Prothesis, all’Altare Maggiore, si
accosta a quella e divide in particole il pane da consacrare. La parte maggiore
viene offerta, come dovuto culto, a Dio Ottimo Massimo in memoria del nostro
Salvatore Gesù Cristo. Le restanti minori particole, che si chiamano merides,
vengono similmente offerte a Dio Onnipotente, ma una di esse è offerta in onore
della gloriosa Vergine Maria Madre di Dio; un’altra in onore di San Giovanni
Battista, dei Santi Apostoli e degli altri Santi, i cui nomi vengono
pronunciati dal Sacerdote; un’altra per la salvezza dei vivi, dei quali vengono
ricordati i nomi; un’altra per i defunti, dei quali vengono parimenti citati i
nomi; un’altra in onore del Santo di cui si celebra il giorno festivo. È
facoltà del Sacerdote, peraltro, offrire le rimanenti particole come speciale
sacrificio a favore di colui o di coloro che egli stesso preferirà. Che già
fosse in vigore il Rito di questa divisione del pane in diverse parti, quale da
Noi è stato descritto, è confermato dal Typicon dell’Imperatrice Irene,
edito da Padre Montfaucon (tomo I, Analect. Graecor., cap. 34). Invero,
se il Vescovo, o il Presbitero che assiste il primo celebrante, concelebra con
altri Sacerdoti, e anche i Diaconi assistono come ministri nella funzione, non
solo ogni Sacerdote, ma anche ciascun Diacono, offre un’unica Ostia maggiore e
insieme le minori particole o merides. Se alcune di queste rimangono
inconsumate dal celebrante o dai celebranti, vengono distribuite ai presenti
che chiedono di essere partecipi della Comunione Eucaristica.
2. Tutto ciò esattamente
descrivono e narrano il Card. Bona (Rer. Liturgicar., lib. 2, cap. I, n.
7), Arcudio (lib. 3, De concordia, cap. 9) e Goario (Ad Rituale
Graecorum in notis ad Liturgiam Sancti Johannis Chrisost., p. 98 e ss.).
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