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Benedictus PP. XIV
Ex quo primum

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  • Capitolo XXXIX
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Capitolo XXXIX

1. Inoltre il Sacerdote celebrante, indossati i paramenti sacri, prima che i sacri doni siano trasferiti dalla Mensa minore, o Prothesis, all’Altare Maggiore, si accosta a quella e divide in particole il pane da consacrare. La parte maggiore viene offerta, come dovuto culto, a Dio Ottimo Massimo in memoria del nostro Salvatore Gesù Cristo. Le restanti minori particole, che si chiamano merides, vengono similmente offerte a Dio Onnipotente, ma una di esse è offerta in onore della gloriosa Vergine Maria Madre di Dio; un’altra in onore di San Giovanni Battista, dei Santi Apostoli e degli altri Santi, i cui nomi vengono pronunciati dal Sacerdote; un’altra per la salvezza dei vivi, dei quali vengono ricordati i nomi; un’altra per i defunti, dei quali vengono parimenti citati i nomi; un’altra in onore del Santo di cui si celebra il giorno festivo. È facoltà del Sacerdote, peraltro, offrire le rimanenti particole come speciale sacrificio a favore di colui o di coloro che egli stesso preferirà. Che già fosse in vigore il Rito di questa divisione del pane in diverse parti, quale da Noi è stato descritto, è confermato dal Typicon dell’Imperatrice Irene, edito da Padre Montfaucon (tomo I, Analect. Graecor., cap. 34). Invero, se il Vescovo, o il Presbitero che assiste il primo celebrante, concelebra con altri Sacerdoti, e anche i Diaconi assistono come ministri nella funzione, non solo ogni Sacerdote, ma anche ciascun Diacono, offre un’unica Ostia maggiore e insieme le minori particole o merides. Se alcune di queste rimangono inconsumate dal celebrante o dai celebranti, vengono distribuite ai presenti che chiedono di essere partecipi della Comunione Eucaristica.

2. Tutto ciò esattamente descrivono e narrano il Card. Bona (Rer. Liturgicar., lib. 2, cap. I, n. 7), Arcudio (lib. 3, De concordia, cap. 9) e Goario (Ad Rituale Graecorum in notis ad Liturgiam Sancti Johannis Chrisost., p. 98 e ss.).




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