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1. Invero, già nelle
Congregazioni svoltesi sia sotto Urbano VIII, sia in questi nostri tempi, per
nulla fu trascurato l’esame della questione proposta, se cioè fosse da
sopprimere l’Offerta che i Diaconi facevano presso la Prothesis. Nella
Congregazione che ebbe luogo il 3 gennaio 1745 fu scritto (e Noi
successivamente approvammo) che "nulla doveva essere innovato".
Parvero infatti più valide e salde le ragioni favorevoli al Rito sostenute dal Cardinale
Bona, di quelle messe insieme da Arcudio per respingere lo stesso Rito.
Pertanto, nella nuova edizione dell’Eucologio è stato lasciato intatto il Rito
dell’Offerta Diaconale; conviene che di essa non si faccia menzione alcuna in
quel capitolo del secondo Monito che fin qui abbiamo trattato. Noi tuttavia a
questo punto dobbiamo aggiungere un cenno sulla questione, sia perché è la
sola, fra le sacre azioni che si compiono presso la Prothesis e che
furono oggetto del precedente discorso; sia perché non ci lasciamo sfuggire
occasione alcuna, venerabili Fratelli, diletti Figli, per rendere a voi
insistente testimonianza che in nessun modo la Chiesa Romana è ostile ai vostri
Riti, ché anzi essa, secondo le proprie forze, si comporta in modo che siano rispettati
coloro che non compiono alcun errore né atti sconvenienti.
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