|
1. Questo Sacramento, che
dai Latini è chiamato Estrema Unzione, è definito con lo stesso nome dai Greci,
secondo quanto si legge nel secondo Concilio generale di Lione, convocato dai
Presuli dell’Oriente e dell’Occidente nell’anno del Signore 1274, i cui Atti si
leggono nella Collezione di Arduino (tomo 7, p. 695), quando i Latini e
i Greci insieme sottoscrissero la formula della Fede con unanime decisione.
Anche i Greci chiamano Sacramento l’Olio consacrato e santificato dalle preci
dei Sacerdoti, e anche completamento o consumazione del Sacramento della
Penitenza. Nell’Eucologio di Goario (p. 346, n. 42, e p. 349, n. 1), è chiamato
Euchelaeon. Lo stesso nome è stato adottato dagli scrittori dell’età
successiva, come si può vedere presso Giorgio Pachimere (Histor. Paleol.,
lib. 6, cap. 32), e come anche lo stesso Possino ha notato (Glossar,
lib. 1, p. 386, presso Gabriele Filadelfo, De Sacramento Euchelaei, e Acta
Ecclesiae Orientalis, tomo 1, p. 348). Talvolta poi, sebbene raramente, lo
stesso Sacramento è chiamato dai Greci Heptapapadum, come si legge nel
Sinodo di Costantinopoli, convocato sotto il Patriarca Giovanni Vecco nell’anno
del Signore 1277 (nella citata Collezione di Arduino, tomo 7, p. 758 B)
dove lo stesso Patriarca, abbracciando la confessione di Fede formulata nel
Concilio di Lione, così scrive al Romano Pontefice Giovanni XX, detto
XXI: "Accogliemmo anche l’Estrema Unzione del pari con gli altri
Sacramenti; nel celebrarla la chiamiamo Heptapapadum", ossia Funzione
dei Sette Sacerdoti; in tal modo questo Sacramento viene somministrato dai
Greci.
|