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1. Presso i Greci non si
trova alcuna prescrizione circa l’imposizione delle mani mentre si somministra
il Sacramento della Cresima. Morino (trattato De Confirmatione, cap. 4),
così scrive: "Come i Latini costantemente associarono l’imposizione
delle mani all’unzione, così i Greci con non minore costanza separarono l’uno
dall’altro momento, e usarono solo il Crisma nella somministrazione di questo
Sacramento; infatti, né le recenti Eucologie né quelle antiche ricordano
l’imposizione delle mani". Questo fatto trova costante conferma anche
in Goario (Eucologio, p. 299, n. 28). Renaudot (De perpetuitate,
tomo 5, lib. 2, cap. 12), afferma che, risalendo a parecchi secoli addietro,
non si trova nella Chiesa Greca alcuna traccia d’imposizione delle mani nella
somministrazione del Sacramento della Cresima, e loda i Greci, eminenti per
sacra erudizione, sostenitori di questa sua asserzione: Simeone di Tessalonica,
Gabriele di Filadelfia, Sirino ed altri. Il moderno scrittore Chardon (Historia
Sacramentorum, lib. I, cap. I, De confirmatione) sostiene che nei
precedenti secoli fu praticata, nella Chiesa Greca, l’imposizione delle mani
nel conferimento del Sacramento della Cresima, tuttavia ammette che da molti
secoli non è rimasto alcun vestigio di quel rito. Infine il diletto figlio
Giuseppe Agostino Orsi, dell’Ordine dei Predicatori, ora Maestro del Nostro
Palazzo Apostolico, in una dissertazione storico-teologica (De Chrismate
Confirmatorio) pubblicata a suo tempo, dopo aver raccolto dottamente molti
documenti, dimostra che presso i Greci la materia del Sacramento della
Confermazione non è l’imposizione delle mani, ma il sacro Unguento. Perciò non
si può dire (ciò che da molti fu temerariamente affermato) che nella Chiesa
Greca non sia presente il Sacramento della Confermazione per il fatto che in
essa non si pratica l’imposizione delle mani: altrimenti ne conseguirebbe che
nessuno sarebbe persuaso che (dopo il lungo corso dei secoli) in tanto ampia
parte del mondo cristiano e in una Chiesa illustre, non meno per dottrina che
per santità, non fosse praticato il Sacramento della Confermazione, come
egregiamente conviene con Noi Goario nel luogo citato: "A mio giudizio,
pochi oseranno dire che una parte del mondo cristiano, invero così ampia ed
estesa, così colta, così costante nel seguire le norme dettate dagli Apostoli e
dagli Ecclesiastici, abbia respinto, trascurato o ignorato un Sacramento tanto
sublime".
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