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1. Questo ingiusto e
inopportuno disaccordo fra la Chiesa Latina e la Greca ebbe origine dalle
controversie che i Teologi nostrani sono soliti suscitare. Essi discutono se
gli Apostoli hanno somministrato il Sacramento della Confermazione con
l’imposizione delle mani, o se hanno usato anche il Sacro Crisma; inoltre –
secondo il solito – gli uni affermano ciò che gli altri negano. Fra loro si
discute anche se la sola imposizione delle mani sia materia di questo
Sacramento, in quanto molti sostengono che solamente in essa consiste la
materia del Sacramento, mentre altri preferiscono stabilire nel Sacro Crisma la
materia remota del Sacramento, e la prossima invece nella sua applicazione, che
si fa con il segno della Croce sulla fronte di chi riceve il Sacramento, come
si legge nel Decreto per l’istruzione degli Armeni, edito dal Papa Eugenio IV:
"Il secondo Sacramento è la Confermazione, la cui materia è il Crisma
confezionato con olio, che significa purezza di coscienza, e con il balsamo,
che significa il profumo della buona fama, benedetto dal Vescovo". A
questo punto anche il Pontefice, parlando dell’imposizione delle mani che
praticavano gli Apostoli nel somministrare questo Sacramento, soggiunge: "In
luogo di quella imposizione della mano, nella Chiesa si pratica la
Confermazione". Altri infine associano l’imposizione delle mani e il
Crisma, dicendo che sia quella che questo sono materia del Sacramento della
Confermazione: ma che l’una e l’altro del pari sono materia inadeguata se
considerati separatamente; se poi vengono congiunti contemporaneamente, allora,
dicono, in essi congiunti consiste la materia complessiva del Sacramento.
D’altronde, taluni ritengono che l’imposizione delle mani si identifichi con la
protensione delle mani che fa il Vescovo verso i confermandi all’inizio
della sacra funzione, mentre recita le prime preghiere; altri la identificano
nell’atto stesso dell’unzione con cui il Vescovo segna la fronte del confermando,
poiché la fronte di alcuno non può essere spalmata di unguento se non le
vengono imposte le mani.
2. Queste sono le
controversie su cui i nostri Teologi disputano, e circa le quali a ciascuno è
lecito seguire l’opinione che più gli aggrada. Ma a nessuno è lecito affermare
che non sia presente nella Chiesa Greca il Sacramento della Confermazione. Se
alcuno infatti sostenesse questa opinione, chiaramente si opporrebbe a costui
l’antica Disciplina Orientale che la Sede Apostolica considerò saggiamente
formulata e mai condannò o respinse. A proposito di essa, nei libri rituali dei
Greci non si fa menzione alcuna dell’imposizione delle mani, cioè se questa sia
materia adeguata o inadeguata del Sacramento della Confermazione. Perciò per
uscire da questo labirinto di difficoltà, bisogna usare un altro filo che
certamente non mancherà a chi indagherà con diligenza; salvo il caso che, circa
una proposizione incerta e in nessun modo definita, si consolidi il rifiuto
dell’altrui opinione e dell’altrui parere: atteggiamento che non fa difetto ai
difensori ortodossi.
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