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Benedictus PP. XIV
Ex quo primum

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  • Capitolo LI
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Capitolo LI

1. Questo ingiusto e inopportuno disaccordo fra la Chiesa Latina e la Greca ebbe origine dalle controversie che i Teologi nostrani sono soliti suscitare. Essi discutono se gli Apostoli hanno somministrato il Sacramento della Confermazione con l’imposizione delle mani, o se hanno usato anche il Sacro Crisma; inoltresecondo il solito – gli uni affermano ciò che gli altri negano. Fra loro si discute anche se la sola imposizione delle mani sia materia di questo Sacramento, in quanto molti sostengono che solamente in essa consiste la materia del Sacramento, mentre altri preferiscono stabilire nel Sacro Crisma la materia remota del Sacramento, e la prossima invece nella sua applicazione, che si fa con il segno della Croce sulla fronte di chi riceve il Sacramento, come si legge nel Decreto per l’istruzione degli Armeni, edito dal Papa Eugenio IV: "Il secondo Sacramento è la Confermazione, la cui materia è il Crisma confezionato con olio, che significa purezza di coscienza, e con il balsamo, che significa il profumo della buona fama, benedetto dal Vescovo". A questo punto anche il Pontefice, parlando dell’imposizione delle mani che praticavano gli Apostoli nel somministrare questo Sacramento, soggiunge: "In luogo di quella imposizione della mano, nella Chiesa si pratica la Confermazione". Altri infine associano l’imposizione delle mani e il Crisma, dicendo che sia quella che questo sono materia del Sacramento della Confermazione: ma che l’una e l’altro del pari sono materia inadeguata se considerati separatamente; se poi vengono congiunti contemporaneamente, allora, dicono, in essi congiunti consiste la materia complessiva del Sacramento. D’altronde, taluni ritengono che l’imposizione delle mani si identifichi con la protensione delle mani che fa il Vescovo verso i confermandi all’inizio della sacra funzione, mentre recita le prime preghiere; altri la identificano nell’atto stesso dell’unzione con cui il Vescovo segna la fronte del confermando, poiché la fronte di alcuno non può essere spalmata di unguento se non le vengono imposte le mani.

2. Queste sono le controversie su cui i nostri Teologi disputano, e circa le quali a ciascuno è lecito seguire l’opinione che più gli aggrada. Ma a nessuno è lecito affermare che non sia presente nella Chiesa Greca il Sacramento della Confermazione. Se alcuno infatti sostenesse questa opinione, chiaramente si opporrebbe a costui l’antica Disciplina Orientale che la Sede Apostolica considerò saggiamente formulata e mai condannò o respinse. A proposito di essa, nei libri rituali dei Greci non si fa menzione alcuna dell’imposizione delle mani, cioè se questa sia materia adeguata o inadeguata del Sacramento della Confermazione. Perciò per uscire da questo labirinto di difficoltà, bisogna usare un altro filo che certamente non mancherà a chi indagherà con diligenza; salvo il caso che, circa una proposizione incerta e in nessun modo definita, si consolidi il rifiuto dell’altrui opinione e dell’altrui parere: atteggiamento che non fa difetto ai difensori ortodossi.




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