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1. La formula del
Sacramento della Confermazione nella Chiesa Greca, secondo la comune sentenza,
viene espressa con le seguenti parole: "Sigillo del dono dello Spirito
Santo". Queste parole sono pronunciate da colui che amministra il
Sacramento, quando traccia con il Sacro Unguento il segno della Croce sulla
fronte del cresimando, come risulta dal Canone 7 del primo Concilio di
Costantinopoli (nella Collezione di Arduino, tomo I, p. 811). Anche il
Cardinale della Santa Romana Chiesa Bessarione ritiene che le parole contenute
in quel Canone siano esatte, come si legge nel suo opuscolo De Eucharistia,
stampato nella Biblioteca dei Padri (ediz. di Lione, tomo 26, p. 795):
"Il secondo Sinodo ecumenico, riferendo al settimo Canone le parole che
accompagnano il Sacro Crisma, così si esprime: Segnandoli, cioè
ungendoli col Sacro Crisma, diciamo: Sigillo del dono dello Spirito Santo; e
queste parole, secondo loro, realizzano il Sacramento della Cresima".
Sebbene questa affermazione del Cardinal Bessarione sia stata contestata da
Lupo nelle note al Canone 95 del Concilio Trullano, difficilmente si trovano
sostenitori di questa sua asserzione diversa da quella del Cardinale, come
giustamente avverte Arcudio (lib. 2, cap. 7), che, dopo aver riportato
l’asserzione del Bessarione, aggiunge: "Fin qui il Bessarione, del
quale nessuno poteva essere meglio informato di quello che avviene nella Chiesa
Orientale circa l’amministrazione dei Sacramenti". Anche Goario
conviene con Arcudio nelle note all’Eucologio (p. 301, n. 31). Altrettanto fa
Habert nelle sue note al Pontificale Graecorum Observat (4, n. 2).
Tralasciando altri che facilmente potrebbero aggiungersi, è sufficiente
riportare quanto sta scritto nel Sinodo di Zamoscia dove si tratta del Sacramento
della Confermazione: "La formula che anche i più antichi Eucologi i
scismatici approvano è questa: Sigillo del dono dello Spirito Santo, Amen; e
questa formula deve essere pronunciata una volta sola assieme all’Unzione".
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