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1. Si deve aggiungere un
altro argomento per sciogliere la predetta difficoltà, che trae origine dal
Decreto di San Metodio e da quelle regole che si trovano annotate in alcuni
Eucologi i coerenti con detto Decreto. Prima di tutto, per quanto riguarda il
Decreto, lo troviamo riportato negli Annali del venerabile Card. Baronio, sotto
l’anno di Cristo 842, ma in modo diverso da come riferito da altri e da come è
stato da Noi descritto in precedenza. In quel Decreto, asserisce il Baronio,
non si trova minimamente prescritto che si debbano pronunciare le parole "Sigillo
del dono dello Spirito Santo" nella riconciliazione dell’apostata; è
sufficiente l’Unzione, da compiersi con il Sacro Unguento. E quantunque si
legga: "Si ungano con il Crisma, come si suole ungere coloro che
vengono battezzati", tuttavia (omettendo anche ciò che alcuni
sostengono, che cioè queste parole sono accessorie e aggiunte come autentiche)
il loro senso primitivo e naturale sarà sempre quello; che nella
riconciliazione dell’apostata vengano unte le medesime parti del corpo che si
ungono allorché viene conferita la Cresima dopo il Battesimo.
2. Se poi non si aggiunge
nulla a proposito delle parole che si pronunciano: "Sigillo del dono
dello Spirito Santo", si annulla la forza di qualsiasi altra
difficoltà. Si aggiunga ancora che i Legati mandati in Bulgaria dal Papa San
Nicolò I amministrarono il Sacramento della Confermazione a coloro a cui era
già stato amministrato dai Presbiteri Greci, per la precipua ragione che gli
stessi Presbiteri non avevano ottenuto dalla Sede Apostolica la facoltà di
somministrare tale Sacramento. Fozio, nella sua lettera enciclica, intentò
contro di loro un’acerrima doglianza, imputando loro, quale trasgressione,
l’aver conferito il Sacramento della Confermazione a coloro che erano già stati
cresimati. "Nessuno – scrisse – ha mai udito una tale infamia
come quella di questi mentecatti che non esitarono ad osare di dare la
Confermazione una seconda volta a coloro che erano già stati unti col Crisma,
volgendo a derisione e inezia Misteri così eccelsi". Da questo
apertamente si evidenzia che San Metodio nel suo Decreto non aveva minimamente
stabilito, o voluto, che venisse di nuovo conferito il Sacramento della
Confermazione a coloro che erano già stati cresimati precedentemente, se dopo
il crimine dell’apostasia ritornavano in seno alla Chiesa. Infatti Fozio, che
s’impose circa quarant’anni dopo la morte di San Metodio e che fu sempre
ritenuto di animo perverso, ma dotto e accorto, non avrebbe obiettato così
aspramente contro i Legati Pontifici, per aver ripetuto il conferimento del
Sacramento della Cresima, se San Metodio, in precedenza, avesse decretato o
pensato che gli apostati che ritornavano in seno alla Chiesa avrebbero ricevuto
di nuovo il Sacramento della Confermazione. Egli avrebbe facilmente previsto la
risposta che gli sarebbe stata data dai Legati, i quali null’altro avevano
fatto se non quanto la Chiesa Orientale aveva suggerito di fare, secondo il
Decreto di San Metodio, allorché riceveva nell’unità gli erranti.
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