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1. Per quanto riguarda gli
Eucologi i, se in qualcuno di essi si legge che nella riconciliazione dei
penitenti era prescritto di usare la Sacra Unzione mentre si pronunciavano le
parole "Sigillo del dono dello Spirito Santo", questo lo si
deve attribuire alla interpolazione degli Scismatici. Essi furono persuasi da
Teodoro Balsamone che qualora un latino passasse alla Chiesa Greca gli si doveva
conferire di nuovo il Sacramento della Confermazione. Lo attesta Gregorio
Protosincello nella sua Apologia contro Marco di Efeso, nella Collectio
Concil. Harduini (tomo 9, p. 640). Ma la pronuncia di tale forma non si
trova per nulla prescritta nei moltissimi Eucologi i che esaminò e osservò un
uomo degno della massima fede, Gian Matteo Cariofilo Cidonio, come riferisce
Arcudio (nel lib. 2 De Reformatione, cap. 18). Si deve pure ritenere di
gran peso anche il fatto che nulla di simile si trova nel celebre Eucologio di
Grottaferrata. Pertanto, nelle Congregazioni per la revisione dell’Eucologio
riunitesi sia sotto Urbano VIII, sia al Nostro tempo, con la Nostra
approvazione fu decretato che nell’Eucologio che doveva essere ristampato
corretto, il Rito della riconciliazione dei penitenti venisse redatto nella
forma che si legge nell’Eucologio di Grottaferrata; come poi è stato fatto.
2. E poiché nella
Congregazione tenutasi il 7 gennaio 1748 era stato avanzato il dubbio se si
dovesse correggere il Rito della riconciliazione degli apostati che ritornavano
all’unità della Chiesa secondo la forma tramandata dal Decreto di Metodio, fu
osservato che l’unzione di coloro che si riconciliavano avrebbe dovuto
compiersi nel modo in cui si ungono coloro che vengono battezzati, ma nel corso
di tale unzione si sarebbero dovute pronunciare le parole "Sigillo del
dono dello Spirito Santo". Ciò è stato rinvenuto soltanto in pochi
recenti Eucologi i. Pertanto nell’altra Congregazione tenutasi il 18 del
successivo mese di febbraio fu decretato: "Si corregga l’Eucologio
stampato secondo la forma dell’Eucologio Patriarcale del Cardinal Bessarione,
ora di Grottaferrata". Ed essendoci stata sottoposta quella relazione,
dopo aver tutto valutato e considerato, quel Decreto fu confermato dalla Nostra
approvazione.
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