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1. Nell’Eucologio per la
cui correzione si è lavorato, come pure nel celebre Eucologio di Grottaferrata
del compianto Cardinale Bessarione e anche in altri vetustissimi Codici si
legge un’Orazione nella quale si ricorda quello che era stato stabilito
nell’antica Legge sulla diversità fra cibi mondi e immondi, e dell’impurità
legale che veniva contratta da chiunque avesse mangiato qualcosa di immondo
contro la proibizione della Legge: e nello stesso tempo si aggiunge che colui
che aveva mangiato cibi immondi non poteva ricevere senza peccato il Corpo e il
Sangue prezioso di Cristo. Ciò fu motivo che si discutesse se dalla predetta
Orazione e da altre simili potesse nascere il sospetto che in esse fossero
contenute ed enunciate espressioni sull’osservanza di legali cerimonie della
vecchia Legge che si volessero unire e conservare a fianco della nuova Legge e
del Vangelo. E affinché si comprenda se questo sospetto si appoggia su qualche
fondamento, scriveremo brevemente le seguenti proposizioni, dalle quali tutto
sarà illustrato e posto nella debita luce.
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