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1. La prima è la seguente.
Le cerimonie della Legge Mosaica sono state abolite con la venuta di Cristo;
dopo la promulgazione del Vangelo non si possono più osservare senza peccato.
Pertanto la discriminazione tra cibi mondi e immondi proclamata dalla Legge
antica appartiene ai precetti cerimoniali: questo è sufficiente perché si possa
sostenere a buon diritto che essa non esiste più, e che non deve ammettersi una
discriminazione fra i cibi. Sebbene i beatissimi Apostoli (At 15,29)
avessero proibito ai fedeli di cibarsi del sangue e delle carni di animali
strangolati, secondo il parere proposto da Giacomo nel Concilio di Gerusalemme
con queste parole: "Per questo io ritengo che non si devono importunare
coloro, fra i pagani, che si convertono a Dio, ma scrivere ad essi di astenersi
dalle sozzure degli idoli, dalla fornicazione, dagli animali strangolati e dal
sangue", tuttavia è evidente che allora fu così stabilito per
rimuovere qualsiasi occasione di dissidio fra i Giudei e i Gentili che si
convertivano a Cristo. Una volta eliminata questa ragione, si deve ritenere che
sia stato rimosso anche il precetto. "Pertanto i precetti legali
dell’antico Testamento, cioè le cerimonie della Legge Mosaica, i Riti sacri, i
Sacrifici e i Sacramenti, con la venuta di Cristo, nostro Signore, sono caduti
e dopo la promulgazione del Vangelo non possono essere osservati senza peccato.
Anche la differenza fra cibi mondi e immondi dell’antica Legge appartiene alle leggi
cerimoniali che sono tramontate col sorgere del Vangelo. La stessa proibizione
degli Apostoli di nutrirsi delle carni immolate agli idoli, di quelle di
animali strangolati e del sangue, era adatta a quei tempi, ma per eliminare
ogni dissenso fra Ebrei e Pagani, cessata la ragione di quella proibizione
degli Apostoli, anche il suo effetto doveva cessare".
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