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1. Le predette affermazioni
sono state desunte dalla Professione di Fede Ortodossa che gli Orientali devono
esprimere su prescrizione del Papa Urbano VIII e che fu stampata dalla
Congregazione di Propaganda Fide nell’anno 1642. È in tutto conforme alla
dottrina di San Tommaso, che diffusamente ne trattò nella Summa (1, 2,
quest. 103, art. 4, ad tertium). Non mancano documenti ancora più antichi nei
quali si afferma la stessa dottrina. Infatti il Papa San Gregorio II, nel Capitolare
col quale inviò come Legati in Baviera il Vescovo Mariniano e il Presbitero
Giorgio, nel cap. 7 si esprime in questo modo: "Nulla si deve ritenere
come immondo nella assunzione dei cibi, al di fuori di quello che fu immolato
agli idoli, poiché, come è stato insegnato dal Magistero Apostolico, ogni
creatura di Dio è buona e non si deve rigettare nulla di ciò che si riceve a
titolo di favore".
2. Similmente San Nicolò I
(in risposta alla Consulta dei Bulgari, n. 43), così dichiara a proposito degli
animali mondi e immondi: "Quali animali o uccelli sia lecito mangiare, per
quanto io penso, lo dimostra il Signore stesso, allorché dopo il Diluvio affidò
a Noè e ai suoi figli tutti gli animali da mangiare... Pertanto non è proibito
nutrirsi di qualsiasi animale, le cui carni non siano nocive al corpo e che la
Comunità umana accetta e approva come cibo". Anche nel Concilio di
Firenze, nel Decreto emesso per i Giacobiti, nella Collectio Labeana
(tomo 13, p. 1209), si leggono le seguenti parole: "La Sacrosanta
Romana Chiesa crede fermamente, professa e predica che ogni Creatura di Dio è
buona e che non si deve rigettare niente di quello che si riceve a titolo di
favore perché, secondo la parola del Signore, non è quello che entra per la
bocca che contamina l’uomo. La Chiesa asserisce inoltre che quella
discriminazione fra cibi mondi e immondi della Legge Mosaica appartiene a leggi
cerimoniali che al sorger del Vangelo sono tramontate... Dichiara che non debba
essere condannata e proibita nessuna qualità di cibi, che la Società umana
ammette; non si deve fare alcuna differenza fra gli animali, siano essi di
genere maschile o femminile, e in qualunque modo siano morti, quantunque per la
salute del corpo, per esercizio di virtù, per disciplina regolare ed
ecclesiastica, molti di questi sono scartati ma non proibiti, perché, secondo l’Apostolo
"tutto è lecito ma non tutto è conveniente"".
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