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1. La seconda proposizione
è questa. Sebbene dopo la promulgazione del Vangelo siano cessate tutte le
prescrizioni cerimoniali dell’antica Legge e quantunque non esista nella nuova
Legge alcun precetto che distingua i cibi mondi dagli immondi, come era
nell’antica Legge, tuttavia è sempre in potere della Chiesa di Cristo, per
giuste ragioni e per gravi cause, ristabilire l’obbligo di osservare qualcuno
dei precetti cerimoniali che erano nella Legge antica, sebbene siano stati
abrogati dalla Legge nuova, purché quel precetto non sia di quelli che
nell’antica Legge erano ordinati particolarmente a prefigurare il Messia
venturo, come è evidente che lo furono la circoncisione e i sacrifici di
animali (lo nota in proposito il Vasquez in Divi Thomae, 1, 2, tomo 2,
disp. 182, cap. 9, paragr. Ex quibus omnibus), ma sia invece di quei
precetti che riguardano l’esterna disciplina e la pulizia del corpo. In questa
categoria bisogna certamente inserire anche quanto era stato prescritto circa i
cibi mondi e immondi. Ciò è accolto dalla disciplina della Chiesa Occidentale,
non meno che da quella Orientale, ed è provato dai documenti dei primi secoli.
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