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1. È rimasta celebre la
calunnia inventata dai Pagani contro i primi Cristiani, cioè che questi si
cibassero di carni umane, specialmente di bambini, e che bevessero sangue umano.
A questa diceria aveva dato adito quella setta religiosa dell’Arcano, allora in
voga, secondo la quale si doveva osservare il segreto tra i Fedeli sulla
presenza reale di Cristo nell’Eucaristia di cui essi si cibavano. Essendo
venuta alle orecchie dei Pagani la notizia del Mistero, questi ne presero
motivo per escogitare tale calunnia contro i Cristiani e per diffonderla fra la
plebe, come correttamente dimostra Schelestrato in Dissert. de Disciplina
Arcani (articolo unico, cap. 4, § 17). È pure nota la risposta che gli
antichi scrittori apologisti Cristiani davano ai Pagani, senza violare il
segreto, dicendo che era assolutamente impossibile che i Cristiani mangiassero
carne di umani e ne bevessero il sangue, quando era abbastanza noto che essi si
astenevano persino dal sangue e dalle carni degli animali soffocati. Usa questo
argomento Tertulliano nel cap. 9 del suo Apologeticum. Da questa
risposta si evidenzia che in quei tempi, cioè nei primi secoli della Chiesa,
c’era fra i Cristiani una certa scelta di cibi, e che specialmente si
astenevano dal sangue e dal soffocato, come saggiamente osservano Nicolò Le
Nourry, Apparatus in Biblioth. Patrum (tomo 2, dissert. 4 su
Tertulliano, cap. 12, art. 2), e anche Pamelio nel citato cap. 9 di
Tertulliano, n. 138. Eppure i Cristiani sapevano che non era più in vigore la
prescrizione dell’antica Legge Mosaica; non ignoravano che era già stata tolta
la proibizione degli Apostoli sull’astinenza dal sangue e dal soffocato e
sapevano che quei cibi non erano proibiti: tuttavia se ne astenevano secondo la
tradizione trasmessa dai loro padri, ritenendo conveniente seguirla e
osservarla: "L’uso pertanto di astenersi dal sangue e dal soffocato fu
osservato in quelle Chiese con tanto scrupolo per il fatto che avevano
ereditato quella consuetudine dai loro padri; ben sapendo che l’uso del sangue
e del soffocato non era assolutamente proibito". Sono parole di Natale
Alessandro (Histor. Ecclesiast., secolo I, dissert. 10).
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