|
1. Tutte queste cose
abbiamo sentito il bisogno di esporvi, diletti Figli, con questa Nostra Lettera
Enciclica, affinché comprendiate le ragioni per le quali la Sede Apostolica ha
creduto necessario assumersi questo laborioso compito di porre mano alla
correzione dell’Eucologio, e perché comprendiate con quale diligenza, con quale
studio e per quale giusta e prudente ragione Ci siamo assunti questo lavoro che
abbiamo condotto a termine. Sono state lasciate intatte tutte quelle cose che
si trovano negli Eucologi i che eccellono per antichità e autorità. Niente è
stato tolto od emendato, se non ciò che nelle più recenti edizioni appariva
interpolato o per negligenza o per malizia. Sono state conservate tutte quelle
cose che, a Nostro parere, dovevano essere conservate. Anzi si è usata sempre
una certa benevola interpretazione, affinché il vostro Rito non apparisse
menomato.
2. Per tutto questo non
dubitiamo di avere testimoniato la sincera stima Nostra e della Sede Apostolica
nei vostri confronti, anzi confidiamo che voi comprenderete da quanto
incredibile affetto e sollecitudine siamo spronati e stimolati affinché voi, venerabili
Fratelli e diletti Figli, perseveriate nella santa Unione, e gli altri erranti
siano richiamati, per grazia di Dio, nella stessa Società e sulla via della
salvezza.
3. Sarà vostra cura usare per
il futuro questa edizione corretta dell’Eucologio e vigilare diligentemente
che, qualora se ne faccia una nuova edizione, essa sia conforme in tutti i suoi
paragrafi a questa che uscì nel 1754 per i tipi della Congregazione di
Propaganda Fide, affinché sia precluso ogni accesso a tutti gli errori e alle
assurdità che in tempi anteriori deturparono alcune altre edizioni e le
insozzarono.
Infine vi chiediamo di sostenerci con le
vostre preghiere nell’ardua fatica del governo della Chiesa Universale, e vi
impartiamo con tanto affetto l’Apostolica Benedizione.
Dato a Roma, presso Santa Maria Maggiore,
il 1° marzo 1756, nell’anno sedicesimo del Nostro Pontificato.
|