|
1. Gli eruditi sanno anche
che diversi esemplari manoscritti dell’Eucologio Greco sono conservati nella
Biblioteca Vaticana e che nella Biblioteca Barberini si trova il celebre Euchologium
Barberinum S. Marci, così denominato perché un tempo fu trasferito dal
Cenobio di San Marco di Firenze alla predetta Biblioteca. Esso è il più antico,
di oltre dieci secoli fa, in quanto Leone Allazio, sulla scorta dei più esperti
uomini del suo tempo, lasciò la testimonianza che allora esso era vecchio di
oltre novecento anni: "Il Codice Barberini, pergamenaceo, scritto
accuratamente in regolari lettere, fu composto oltre novecento anni fa, secondo
il parere di coloro che vengono ritenuti i più preparati giudici in questa
materia". Inoltre, non può essere sconosciuto agli eruditi il prezioso
Codice conservato nell’archivio del monastero di Grottaferrata, denominato Eucologio
Patriarcale, che il grande Cardinale Bessarione, primo Abate Commendatario
di quel Monastero, legò per testamento ai monaci di quell’Abbazia. Egli
l’avrebbe ricevuto in dono dal Cardinale Giuliano Cesarino, di chiara memoria;
a questi sarebbe stato regalato durante il Concilio Fiorentino dal sacerdote
cretese Giorgio Varj, come riferisce Arcudio. Tutti questi Codici
dell’Eucologio che abbiamo citati furono esaminati, studiati e collazionati
vicendevolmente ora dal Prelato Segretario, ora dagli altri componenti della
Congregazione che conoscono l’idioma greco, affinché più rettamente e con
maggior sicurezza fosse condotta la nuova edizione dell’Eucologio. Né vi fu
certamente bisogno di Nostre esortazioni o consigli, in quanto gli stessi si
adoperavano spontaneamente con ogni cura e con la massima diligenza.
|