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1. Inoltre, per Noi è
sufficiente poter asserire con certezza che, in qualsiasi tempo, è stata
accolta nella Chiesa Greca la disciplina di pregare nominativamente per il
Romano Pontefice durante la Messa; certamente essa è stata in vigore nelle
Chiese Greche per molti secoli, prima che si perpetrasse lo scisma, e fu
tralasciata soltanto dopo la funesta divisione. C’è una lettera del Patriarca
Pietro Antiocheno, che visse nell’anno di Cristo 1053, indirizzata a Michele
Cerulario, principale autore dello scisma di Fozio, che pubblicò in greco e in
latino Giovanni Battista Cotelerio (nel tomo 2, Monument. Eccles. Graec.).
Michele aveva detto che si meravigliava che lo stesso Pietro Antiocheno
nonché i Vescovi di Alessandria e di Gerusalemme registrassero ancora nei sacri
Dittici [Tavolette] il Pontefice Romano, come è riportato (nel citato tomo 2,
n. 9, p. 140). Ma Pietro rintuzzò vivacemente l’audacia di quell’uomo fanatico,
dimostrando che fino al suo tempo non era mai stata omessa la citazione del
Romano Pontefice sia ad Antiochia, sia a Costantinopoli: "Io pure,
testimone superiore ad ogni sospetto (e con me molti altri che si distinguono
nella Chiesa), aggiungo che, sotto il Patriarca di Antiochia Domino Giovanni di
beata memoria, veniva ricordato nei Sacri Dittici il Papa di Roma, che si
chiamava pure Giovanni. Entrato a Costantinopoli quarantacinque anni fa, ho
trovato che sotto il Domino Sergio, di santa memoria, veniva ricordato nella
Messa il predetto Papa assieme agli altri Patriarchi". Si aggiunga che
non si cominciò mai a trattare di instaurare l’unità senza che si ponesse
subito in precedenza la condizione di riportare nella sacra Liturgia la
citazione del Romano Pontefice: e che non si poteva ritenere avvenuta in pieno
l’unione concordata, se non si fosse subito messa in esecuzione questa
condizione iniziale.
2. Da tutto questo si può
desumere chiaramente il consenso delle Chiese Latina e Greca nel riconoscere e
nello stabilire che nella suddetta citazione c’era la confessione della dovuta
sottomissione al Pontefice Romano, come a Capo della Chiesa, e la volontà di
continuare nell’unità della Chiesa, come abbiamo detto sopra; al contrario, con
l’omissione della predetta menzione si dichiarava pervicacemente la volontà di
aderire allo scisma.
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