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1. Dopo Giovanni Paleologo
fu Imperatore in Grecia Costantino, che inviando ambasciatori a Niccolò V per
chiedere aiuto per se stesso, in grande pericolo, non omise di professare che
avrebbe speso la propria opera con ogni sforzo, affinché trovasse la desiderata
esecuzione quella concordia stabilita a Firenze; e quindi a far sì che il nome
del Pontefice Romano tornasse sui Sacri Dittici, come attesta il Ducas nella
Storia Bizantina: "L’Imperatore aveva inviato a Roma già prima a
chiedere aiuto, affinché si rafforzasse la concordia ristabilita a Firenze, e
si nominasse il nome del Papa nei Sacri Dittici durante le grandi Liturgie
della Chiesa".
2. Il Pontefice si dichiarò
pronto a dargli aiuto secondo le sue possibilità, e contemporaneamente non
cessò di esortare e sollecitare a promulgare il Decreto dell’Unione ottenuta
nel Concilio di Firenze e a far sì che il nome del Romano Pontefice "sia
recitato nei Dittici, e che si preghi per lui nominativamente ed espressamente
da tutta la Chiesa Greca come per quelli che erano accetti a Dio e come i
Patriarchi di Costantinopoli e gli Imperatori avevano conservato fino ad allora";
ciò si trova negli Annali di Rainaldo (Anno di Cristo 1451, n. 2).
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