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1. Segue ora il secondo
Monito, fra quelli che sono stati scelti per la nuova edizione dell’Eucologio
Greco, concepito in queste parole: "Dopo questo, nella stessa sacra e
divina Liturgia il Sacerdote, cantando gloria a Dio, si accosta ai doni e con
rispetto e devozione, alzandoli sopra il capo, li porta all’altare procedendo
processionalmente per il Tempio; contemporaneamente il popolo, con somma
riverenza e devozione, curva il capo e si inginocchia, supplicando che si
faccia menzione dei presenti in quella processione offertoriale. Ma alcuni
fedeli si inginocchiano e adorano le offerte che si portano processionalmente,
come se fossero il Corpo e il Sangue di Cristo. Essi così credono, ingannati
forse dall’ingresso dei Presantificati [quando cioè si porta il pane
presantificato, non ancora consacrato], ignorando la differenza che esiste
fra questa e quella oblazione. È necessario pertanto che il Celebrante ponga
tutta la sua opera e capacità per insegnare accuratamente ai fedeli tutta la diversità
che esiste fra l’una e l’altra processione dei doni, poiché i primi sono i doni
non ancora consacrati e immolati, mentre in seguito vengono consacrati e
immolati dalla Parola di Dio [dalla Consacrazione]. Questi allora devono
essere religiosamente venerati e adorati, perché sotto le specie del Pane e del
Vino contengono realmente il Corpo di Cristo, ben diversamente da quando devono
essere ancora consacrati e immolati".
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