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| Benedictus PP. XIV Ex quo primum IntraText CT - Lettura del testo |
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Capitolo XXXV1. Pertanto, in primo luogo fu saggiamente convenuto che abolire e proibire questo Rito dell’Introito Maggiore (ciò che d’altronde avrebbe posto la falce alla radice, come si suol dire) sarebbe apparso intollerabile alla Chiesa Greca e neppure conforme alle istituzioni della Chiesa Latina, la quale si preoccupò sempre di rispettare, per quanto possibile, i Riti Greci nella Chiesa Greca; e ciò con tanto più zelo, quanto più tale cerimonia è antica. Quella solennità che in essa si conserva, fu interpretata per tradizione come riferimento al trionfale ingresso di Cristo, quando da Betania venne a Gerusalemme, come scrisse Germano, Patriarca di Costantinopoli, nel trattare tale materia: "Allora dunque una vasta folla e fanciulli ebrei innalzavano sensibilmente un inno come al Re e al vincitore della morte, e come Angeli con i Cherubini scioglievano spiritualmente un inno tre volte santo". Soggiungevano poscia che l’Introito Minore significava l’umile avvento del Figlio di Dio in questo mondo. |
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