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Benedictus PP. XIV
Ex quo primum

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  • Capitolo XIV
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Capitolo XIV

1. Allorché Michele Paleologo, Imperatore di Costantinopoli, nell’anno 1263 e seguente, dichiarò che era sua volontà di ritornare all’unità e alla concordia con la Chiesa di Roma, assieme ai Greci a lui soggetti, Urbano IV, Nostro Predecessore, chiaramente propose questa condizione: "Purché nelle Sacre Funzioni e nei Dittici venisse ricordato il nome del Papa con i quattro Patriarchi" (Niceta, lib. 5, cap. 2). E quando, subito dopo, la trattativa di questa unione fu ripresa dall’Imperatore Michele e dal Patriarca Giovanni Vecco, e di ciò fu discusso impegnativamente nel Concilio generale di Lione del 1274, San Gregorio X, Pontefice Massimo, con l’approvazione di tutti i Padri presenti nel Concilio, prima di ogni altra cosa propose alcune condizioni: se non fossero state accettate, non ci sarebbe stato posto per discutere e concludere l’unione. La prima di esse fu: "Che il Papa fosse incluso nel Dittico unitamente agli altri quattro Patriarchi e ricordato durante le Sacre Funzioni". Ciò si legge presso Niceta, nel luogo citato.

2. E Pachymeres (nel lib. 5, cap. 22), attesta che quelle condizioni erano state accettate dai Greci: "Dalla venuta dei Legati che riferivano della Pace avvenuta, due obiettivi sono stati raggiunti, in virtù di quanto convenuto anteriormente: l’esautorazione del Patriarca e la pubblica citazione del Papa nelle Sacre Funzioni".




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