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| Benedictus PP. XIV Ex omnibus christiani IntraText CT - Lettura del testo |
1. Né dubitiamo, che il carissimo Nostro Figlio, il Re Cristianissimo, dopo aver non solamente approvato la risoluzione da voi presa, ma ancora, come abbiamo accennato di sopra, nelle lettere a Noi indirizzate, non ha mostrato difficoltà alcuna di promuoverla e spalleggiarla; attesa la sua nota religione e pietà verso Iddio e la S. Chiesa, avrà a cuore di aiutarvi, perché possiate voi, e gli altri inferiori ministri Ecclesiastici nell’amministrazione dei Sacrosanti Misteri, regolarvi a tenore di quanto è stato prescritto. Appoggiati pertanto a questa fiducia non abbiamo giudicato opportuno trattare qui degli altri articoli da voi trasmessici, e concernenti i diritti Episcopali intorno al concedersi, o negarsi, l’uso dei medesimi Sacramenti, e intorno a varie controversie insorte su questo punto; ma abbiamo giudicato piuttosto discuterne in altre lettere col Re Cristianissimo, perché egli, con la grandezza dell’animo suo e con la sua eccellente virtù, difenda i sacri diritti dei Vescovi. Il che certamente speriamo che egli sia per fare, stimolato dalla pratica già da lui tenuta, come pure da quella dei suoi maggiori; affinché le nobilissime Chiese di Francia, secondando i nostri voti e i vostri, si rallegrino di aver conservato con il suo regio favore il loro antico decoro, e la tranquillità turbata per qualche tempo e subitamente recuperata. E per dar principio a questo desiderabilissimo successo, con tutto il nostro amore concediamo a voi e a tutti i popoli soggetti alla vostra cura l’Apostolica Benedizione.
Dato a Roma, presso Santa Maria Maggiore, il 16 ottobre 1756, diciassettesimo anno del Nostro Pontificato.