| Indice | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText |
| Benedictus PP. XIV Quam grave IntraText CT - Lettura del testo |
1. Per confermare il nostro asserto circa la grandissima premura che la Chiesa usa anche verso quelli che non la meriterebbero e cerca di fermarli perché non incorrano nella pena di morte in conseguenza di qualche loro delitto, affermiamo che, con una previdenza che risale ai tempi antichi, è stato stabilito: chi dalla propria si trasferisce in altra diocesi, se in questa non è ben conosciuto, rechi con sé una lettera del suo Ordinario con la quale dimostrare che egli è sacerdote e, per quello che si sa, non è soggetto ad alcun impedimento canonico che gli vieti la celebrazione dei Sacri Misteri. Questo era già stato decretato anche dal Santo Sinodo di Calcedonia; nel quale, là dove si legge che non è lecito ad un Chierico e Lettore trasferirsi dalla sua in altra Diocesi senza aver prima ottenuto dal proprio Vescovo la lettera ricordata sopra, che chiameremo di Congedo, Giacomo Cuiazio e, dopo di lui, altri attenti Scrittori, hanno notato che la parola "Lettore" non combina con il contesto e pertanto si deve leggere "non conosciuto"; cosa che noi stessi abbiamo fatto notare nella nostra Istruzione 34.6 Che se poi si vogliono ricercare anche i più antichi princìpi di questa disciplina, si possono consultare i Canoni detti Apostolici, presso il Cotelerio nella edizione dei Padri Apostolici;7 tra i quali c’è il Canone XIII che stabilisce: "Se un Chierico, o un laico, sospeso dalla comunione, o anche in comunione, si reca in altra Città ed è accolto senza la lettera commendatizia, sia coloro che l’hanno accolto, sia colui che è stato accolto, siano scomunicati; e allo scomunicato si faccia giungere la stessa correzione che si farebbe a chi ha mentito e ha ingannato la Chiesa di Dio". Concorda con questo il Canone XXIV, come risulta da queste parole in esso contenute: "Nessun Vescovo in viaggio, o Presbitero, o Diacono, sia accolto senza le lettere commendatizie; e quando presentano le lettere, se ne esamini attentamente il contenuto; e siano accolti, se risultano di provata pietà; altrimenti non si dia loro neanche il necessario e in nessun modo siano ammessi nella comunione: da un comportamento surrettizio possono derivare molte cose".