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| Clemens PP. XIII Venimus in altitudinem IntraText CT - Lettura del testo |
1. Pertanto, confidando nella misericordia di Dio Onnipotente e nell’autorità dei beati Pietro e Paolo suoi Apostoli, in virtù di quella facoltà di legare e sciogliere che il Signore attribuì a Noi, sebbene indegni, concediamo il Giubileo ai fedeli di Cristo, a tutti e a ciascuno, di entrambi i sessi, residenti nella nostra alma Urbe, che devotamente parteciperanno alla solenne Processione che guideremo nella diciottesima domenica dopo Pentecoste, cioè il giorno diciassette del corrente mese di settembre, dalla Chiesa di Santa Maria degli Angeli in Terme fino alla Basilica di Santa Maria Maggiore nell’Urbe stessa, insieme con i Venerabili Nostri Fratelli Cardinali di Santa Romana Chiesa, nonché con i Patriarchi, gli Arcivescovi e i Vescovi che sono presenti nella Curia Romana; con gli Ambasciatori dei Regni cristiani e dei Principi accreditati presso di Noi; con i Prelati e gli Officianti della stessa Curia e con tutto il Clero e il Popolo. Con la benedizione di Dio, concediamo il Giubileo anche a coloro che almeno una volta abbiano visitato le Chiese o le Basiliche di San Giovanni in Laterano, del Principe degli Apostoli, e la predetta di Santa Maria Maggiore o qualcuna di esse entro la stessa settimana o in quella successiva e quivi per qualche tempo abbiano innalzato a Dio devote preci; e che nella quarta e nella sesta festività e nel sabato di una delle due predette settimane abbiano digiunato e, dopo aver confessato i loro peccati, si siano accostati devotamente al Santissimo Sacramento dell’Eucaristia nella domenica seguente o in un altro giorno entro la stessa settimana, e abbiano elargito ai poveri qualche elemosina, nella misura che la devozione suggerisce a ciascuno.